Siamo al delirio: “studio” ipotizza relazione svapo-disturbi alimentari

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Inghilterra-negozi-poco-attenti-con-svapatori-bambini-svapomagazine.
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Siamo al delirio.
Se ne inventano di ogni sorta e tipo pur di screditare il settore vaping.
Udite, udite.
Uno studio condotto dall’Università della California, Dipartimento di Pediatria di San Francisco negli Stati Uniti, infatti, mette in relazione lo svapo con disturbi alimentari tra i giovani.
Ebbene si.
“L’uso dello svapo o della sigaretta elettronica – viene chiarito in una nota diffusa dal team di ricerca – è stato associato a maggiori probabilità di svariate tipologie di disturbo alimentare quali anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata”.

UN DISCORSO PRIVO DI BASI SCIENTIFICHE

Un discorso strettamente statistico e privo di ipotesi o discorsi di taglio scientifico: è stato preso, cioè, un campione di svapatori e si è notato, a detta dei ricercatori, che in quel gruppo vi fosse una incidenza di problematiche di tipo alimentare percentualmente superiore a quanto non si riscontri nella popolazione generale.
Nessuna spiegazione, come detto, di stampo medico a supporto o controprova.
Può bastare? Certamente no.
E se fosse una mera coincidenza?
Intanto, però, informazioni di questo genere – gettate in pasto ai media ed al mare magnum dei social – finiscono per gettare discredito sul settore.
Tanto più perchè la paternità di queste “ricerche” viene, come in tal caso, da nomi altosonanti, quali quello di un’Università americana, e che, per coloro i quali non sono addetti ai lavori, sono assolutamente insospettabili.

NOTIZIE BUONE SOLO A SCREDITARE SETTORE

Sia chiaro: i giovanissimi non devono nè fumare e nè svapare essendo quest’ultima opzione riservata solo a quanti vogliano sottrarsi alla dipendenza dal tabacco.
Assodato questo punto, però, non si può non constatare come “studi” di tale fattezza diano il sentore di inquadrarsi in una strategia più ampia finalizzata solo a gettare ombre sul settore della sigaretta elettronica.
L’interrogativo finale che ci poniamo è il seguente: è uno studio obiettivo?
O, forse, inficiato da altri fattori?
Ed ammesso anche che sia un lavoro “obiettivo”, “innocente”, vi è un palese limite: perchè non è stato condotto, contestualmente, un approfondimento anche sulla relazione tra fumo ed analoghi disturbi alimentari?