Si abbassa la mascherina e svapa: super multa

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Un paio di svapate costano caro ad un giovane dipendente di un supermercato della provincia veronese.
Il ragazzo, infatti, si è buscato una bella multa da 400 euro da parte della Polizia municipale cittadina.
Perchè? Perchè il giovane, prima di avviare il turno di lavoro, si era concesso un paio di tiri della sua elettronica all’esterno dell’esercizio. Ebbene, proprio in quel momento sopraggiungeva una pattuglia che, intravisto il “reo”, lo ha prontamente multato.

Ma attenzione. La multa non è stata elevata perchè il ragazzo stava “svapando”. Non era lo svapare l’oggetto della contestazione quanto il fatto che il ragazzo, per farlo, si era abbassato la mascherina al di sotto del mento – altrimenti l’atto non sarebbe stato materialmente possibile. Ed in Veneto l’uso del dispositivo di sicurezza – e, inoltre, l’uso corretto di esso – è circostanza imposta dalle ordinanze regionali.
Quindi: è la violazione nell’uso della mascherina ad essere stato l’oggetto della sanzione. “Fumava dinanzi all’ingresso del supermercato con la mascherina abbassata senza coprire naso e bocca”. Questa la motivazione del verbale.

Indirettamente, però, si ricava anche una conseguenza. In Veneto, allo stato delle cose, è proibito fumare o svapare anche all’aria aperta.
Ebbene si, perchè non vi è altro modo per concedersi una bionda o una e-cig senza calare la mascherina chirurgica.
Certo, non è che sia il più grosso dei mali, soprattutto di questi tempi, ma è elemento da considerare. E che prevede anche l’applicazione del principio del buonsenso.

IL GIOVANE SI TROVAVA ALL’APERTO. E DA SOLO

Come riferito dalla “vittima” di questa situazione, infatti, lo stesso si sarebbe trovato in uno spazio all’aperto ed in perfetta solitudine. Nessuno nei paraggi. E, ancora, non stazionava con la mascherina abbassata senza “motivo” ma, come detto, per espletare un atto che non è compatibile con l’uso del dispositivo di protezione.

Per questo, se la legge è legge, è anche vero come la stessa vada rapportata al caso specifico. Altrimenti diventa un’applicazione solo letterale. Il dipendente, da parte sua, avrebbe quasi invocato gli agenti di non alleggerirlo di 400 euro, somma che per un papà di due piccoli, per di più con all’attivo solo un piccolo stipendio, ha un notevole peso specifico. Ma nulla. Per il ragazzo la solidarietà di colleghi e datore. Basterà?