Senza cartello anti-fumo, sanzionato

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Mai dimenticare le “buone maniere” della legge Sirchia, una delle norme che più hanno impattato sulle abitudini degli italiani.
E non si tratta solo di rispettare la sacrosanta prescrizione che impedisce di fumare in luoghi aperti al pubblico al chiuso ma anche di fare in modo che tale divieto venga osservato.
Ebbene, a Torino, come riferisce Ansa, un esercizio commerciale si è buscato sanzione perché non aveva apposto alle pareti dell’attività il fatidico cartello “vietato fumare”, avviso che, ormai, dovrebbe appartenere agli ambienti a pubblico accesso al pari di un orologio da parete.
La mancanza di un cartello sul divieto di fumo nei locali – batte l’Agenzia di Stampa nazionale Ansa – ha portato i Carabinieri a multare il responsabile di un esercizio commerciale in via Catania a Torino.
L’intervento è stato svolto nell’ambito di una serie di controlli nelle zone di Borgo Dora, Barriera”.

Una sanzione non esattamente specificata nella relativa entità sebbene la stessa – specie ai tempi di Covid, con le aziende già in stato di significativo affanno causa la fisiologica flessione dei consumi e, quindi, degli introiti – non può essere certo stata salutata con estremo entusiasmo.
Le sanzioni che possono essere richieste, in ogni caso, in caso di non osservanza della legge, possono variare da un minimo di 27,50 ad un massimo, decuplicato, pari a 275 euro.
In generale, tuttavia, come da approfondimenti condotti, nei pubblici uffici e nelle sedi istituzionali, la presenza della cartellonistica pretesa dalla Sirchia è praticamente costante.
Qualche rara eccezione, tuttavia, sussiste in attività commerciali sebbene sia anche da dire come, ormai, la condotta del non fumare al chiuso in contesti pubblici sia un dato praticamente pacifico e acquisito dalla Comunità.
Con sempre più rare persone che si concedono una bionda tra le quattro mura di un ristorante o di un negozio o di un ufficio.
Allo stesso modo, anche attività sanzionatorie, della fattispecie di quelle elevate nel Capoluogo piemontese, si pongono sempre più sparute.