Sentenza Tar Lazio su contrassegni, Adm ricorre al Consiglio di Stato

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L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha proposto ricorso, presso il Consiglio di Stato, avverso la sentenza del Tar che aveva sancito l’annullamento del Direttoriale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del Marzo 2021.
Si tratta del Direttoriale, in particolare, che aveva previsto, a far data dal 1 Gennaio di quest’anno, l’obbligo della distruzione dei liquidi non contrassegnati.
E’ questa la sostanza di indiscrezione che giunge alla nostra attenzione.
Come si ricorda, avverso i contenuti di quell’atto siglato dal Presidente Marcello Minenna – datato 29 Marzo 2021 – era venuto ricorso di Smooke France.
Ricorso che era stato accolto dal primo grado amministrativo del Lazio nella parte in cui, appunto, prevedeva la distruzione dei prodotti ritenuti non conformi.
Allo stesso tempo il Tar aveva obbligato Adm a porre in essere nuovo direttoriale finalizzato ad una diversa disciplina della questione.

IN CASO DI ACCOGLIMENTO SI RIPRISTINEREBBE OBBLIGO DISTRUZIONE

Un nuovo squillo, in effetti, era poi giunto da parte di Marcello Minenna: nei suo contenuti si era confermata la decadenza, per effetto della pronuncia Tar, dell’obbligo di distruzione ma si era anche precisato come i liquidi non conformi non potessero neppure essere venduti.
L’impasse, a quel punto, si era fatto evidente: cosa fare di liquidi che non devono essere distrutti ma che, allo stesso tempo, non possono neppure essere messi in commercio?
Ecco, quindi, che il ricorso Adm avrebbe senso: un eventuale annullamento della sentenza Tar ripristinerebbe, infatti, la validità del Direttoriale del Marzo 2021 e, quindi, l’obbligo dei prodotti privi di fascette.
Non che sia la soluzione giusta, sia chiaro.
Ma, in questo momento, chi detiene in giacenza i liquidi privi di fascette non può far altro che tenerli a marcire in magazzino.