Schizofrenia e depressione, relazione con il fumo

0
566

Schizofrenia? Depressione? Per scansarle, si può iniziare dall’abbandonare le sigarette.

Uno studio condotto da Psychological Medicine afferma, infatti, che queste due patologie possano essere favorite da una certa familiarità con le bionde. A condurre l’approfondimento un gruppo di ricerca sull’alcol e il tabacco – denominato con l’acronimo “Targ” – dell’Università di Bristol. E supportato dall’Unità di Epidemiologia integrata “MRC” e dal Centro di ricerca Biomedica “NIHR”. della stessa cittadina dell’Inghilterra sud-occidentale. 

Gli autori dello studio, in particolare, hanno utilizzato una banca dati composta da 462.690 individui, l’8% dei quali fumatori ed il 22, invece, ex fumatori. L’analisi, quindi, ha indicato come il fumo di tabacco si presentasse come fattore capace di aumentare il rischio di depressione e schizofrenia. Nonchè, in un circolo vizioso, l’approfondimento ha anche dimostrato come i soggetti depressi e schizofrenici fossero più esposti al rischio fumo.

“Gli individui con malattie mentali sono spesso trascurati dalle strategie anti-fumo – così Robyn Wootton, Senior Research Associate, School of Experimental Psychology – Un atteggiamento che porta a disuguaglianze nella tutela del diritto della salute dei singoli cittadini. Il nostro lavoro dimostra che dovremmo fare ogni sforzo per prevenire che si inizi a fumare e si incoraggi la cessazione del fumo alla luce delle possibili conseguenze a carico della salute mentale e della salute fisica”.

UGUALE RELAZIONE ANCHE CON IL DISTURBO BIPOLARE

Secondo la stessa task force, inoltre, analoga relazione sussisterebbe anche tra sigarette e rischio di disturbo bipolare. Non è un caso che, dopo la pubblicazione (sul British Journal) di questa ricerca, Il Governo britannico avesse raccomandato agli ospedali psichiatrici di far sparire il fumo dalle corsie entro il 2018. Come ogni ricerca, ovviamente, anche questa poggia su tesi che, probabilmente, potranno essere sindacate da parte di altri filoni di studiosi.

Appare, tuttavia, evidente come soggetti che versano in stati di ansia e di depressione, e lo si constata anche nella vita quotidiana, siano tendenzialmente più adusi alle sigarette. In tal senso chi ha in carico dal punto di vista medico questi soggetti potrebbe e dovrebbe ragionare in un’ottica di minor danno

Leggi anche: Il Cdc conferma: la vitamina e il killer