Scandalo rifiuti a Livigno, ci sarebbero anche liquidi per sigarette elettroniche

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Ci sarebbero anche liquidi per sigarette elettroniche, come riporta ilgiorno.it, tra le decine di tipologie di rifiuti che sarebbero state sversate illecitamente nel territorio di Livigno.
Azioni che sono finite al centro di una indagine della Procura di Milano, eseguita dalla Squadra mobile e dalla Guardia di Finanza di Sondrio, che ipotizza la fattispecie del traffico illecito di rifiuti.
Una indagine che vede iscritti il Comandante della locale Polizia municipale Cristoforo Domiziano Franzini (raggiunto da interdizione per nove mesi), il sindaco Remo Galli, l’ex Primo cittadino Damiano Bormolini e l’assessore comunale alle Politiche ambientali Christian Pedrana.
Stando alla ricostruzione effettuata dagli 007, in particolare, da svariati anni – precisamente dall’anno 2007 – “gli esercenti (fonte Repubblica.it) si liberavano di prodotti alimentari, cosmetici, farmaci e persino materiale elettronico (Raee) facendo ricorso ai Vigili”.
Una parte (di questo materiale, n.d.r.) – si apprezza ancora da repubblica.it – è stata conferita nella fossa destinata all’indifferenziato urbano di Val Viera, un’altra trattenuta dai Vigili stessi, un’altra parte ancora non si sa dove sia finita.
Di certo, secondo le indagini della Squadra Mobile di Sondrio e dalla Guardia di Finanza coordinati dai Pm Francesco De Tommasi e Marialina Contaldo, non venivano conferiti nei luoghi dove i falsi verbali di conferimento e distruzione attestavano fossero finiti”.

LE FALSE ATTESTAZIONI DI SMALTIMENTO

Falsi verbali di conferimento, almeno 863, che, in buona sostanza, attestavano smaltimenti che non sarebbero in realtà mai stati posti in essere come da norma.
La gestione dei rifiuti, ha asserito il gip Fabrizio Filice, è “una prassi, obiettivamente non conforme alla normativa, in materia di gestione e smaltimento di quella particolare categoria di rifiuti al cui interno possono confluire anche rifiuti pericolosi, costituita dalle eccedenze di magazzino delle attività commerciali.
L’illecita procedura di gestione dei rifiuti nel Comune di Livigno coinvolgeva la maggior parte degli esercenti commerciali del territorio, oltre a estendersi per un rilevante lasso di tempo: essendosi determinato l’inizio della gestione illecita quantomeno, e con certezza, nell’anno 2007″.
Il tutto, ovviamente, sarebbe stato ideato per aggirare i costi di smaltimento.
Ed avrebbe avuto origine dalla denuncia di un agente della Polizia municipale evidentemente non allineato.