Russia, tempi duri per lo svapo

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I venti freddi della Russia spengono le nuvole di vapore.
Ebbene si, perchè dalle parti di Putin ci starebbero andando abbastanza duri con il settore dello svapo.
E non è una novità, del resto.
Notizie, tuttavia ancora frammentarie, riferiscono, infatti, di come sia stato da poche ore approvato un decreto che contiene una diffusa “stretta” sullo svapo e sul narghilè.
I parlamentari della Duma, infatti, hanno previsto tutta una serie di limitazioni nell’uso della sigaretta elettronica che andranno a riguardare luoghi ma anche modalità di “esposizione” dei dispositivi rispetto, ad esempio, pellicole cinematografiche e simili.

Quanto alle “location” dove non si potrà svapare, si spazia dagli istituti scolastici, agli ospedali, alle cliniche, a tutta una serie di ulteriori uffici pubblici.
Non una novità, come detto, dal momento che già nel 2019 era intervenuto un decreto dai contenuti simili.
Con tutta evidenza, però, in terra russa “repetita iuvant”.
La ulteriore stretta, come anticipato, riguarda anche pellicole cinematografiche, spot pubblicitari: queste “opere”, qualora girate in terra russa da produzioni nazionali e destinate, quindi, alla “proiezione” sulle emittenti locali, non potranno mostrare soggetti nell’atto di svapare.

RIBADITA LA STRETTA DEL DECRETO 2019

In questo clima, ovviamente, appare consequenziale come i prodotti del settore vaping siano preclusi, nella relativa vendita, ai minori.
Ma il punto non è questo.
Il nuovo decreto, infatti, rafforza i concetti già espressi un anno addietro circa da precedente atto normativo che pure andava a disporre una razionalizzazione nell’uso di tali strumenti.
Da comprendere, tuttavia, se il decreto di cui ora – ma non sembrerebbe – abbia un significato anche a carico dei dispositivi a tabacco riscaldato. Dispositivi che, ad oggi, non sono stati gravati da restrizione alcuna.

Le limitazioni, invece, vi sono per i fumatori classici – che sono uno su cinque rispetto alla popolazione generale.
In Russia si può fumare all’aperto ma non in prossimità di luoghi sensibili quali chiese, piazze, ospedali, parchi giochi.
Guardando al problema ad ampio respiro, si coglie come in Russia si stringa in modo trasversale. Senza importanti distinguo.
Si limita il settore delle classiche, ed è giusto così, ma non si creano condizioni incentivanti all’uso delle e-cig. Minor danno, dove sei?