Russia, la star arrestata per una sigaretta elettronica: caso in alto mare

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E’ ancora in alto mare la vicenda diplomatica relativa alla star del basket statunitense, Brittney Yevette Griner.
Si tratta dell’atleta WNBA – il corrispondente al femminile della Nba – che è finita, suo malgrado, al centro di un caso diplomatico sull’asse Usa-Russia.
E tutto per “colpa” di una sigaretta elettronica.
I fatti erano originati il 5 Marzo allorquando la donna era stata arrestata all’aeroporto di Mosca perchè intercettata ai controlli con una e-cig contenente liquido a base di Thc nonchè cartucce recanti all’interno lo stesso principio.
Immediatamente la stessa era stata posta in arresto con una ipotesi accusatoria delle più pesanti: traffico di droga, fattispecie criminale che, nella peggiore delle ipotesi, può prevedere in Russia una detenzione fino a dieci anni.

POCHE ORE PRIMA VI ERA STATO L’INVITO USA A LASCIARE IL PAESE

Situazione tremendamente complicata, anche e soprattutto alla luce del clima da guerra fredda che, causa la crisi ucraina, si palpa tangibile e tagliente tra le due superpotenze.
Del resto, gli Stati Uniti avevano, solo qualche ora prima dell’arresto, messo in guardia gli americani presenti nel Paese russo invitandoli ad abbandonare la Nazione, proprio per timore di ritorsioni da parte delle Istituzioni locali ed alla luce della limitata capacità d’azione del Corpo diplomatico.
Mai alert fu più profetico.
Tempo poche ore, infatti, è la cestista è finita in gattabuia.
E vi rimarrà, almeno, fino al 19 Maggio.

NEL POSTO SBAGLIATO AL MOMENTO SBAGLIATO

Un locale Tribunale, infatti, si è espresso in tal senso dando nulla osta alla effettuazione delle necessarie indagini.
Possibilità di dialogo quasi nulle, anche alla luce delle ultime frasi di Biden – che ha definito Putin un “criminale di guerra” – la Griner è capitata, per dirla breve, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato.
Al di la dello stato di detenzione, la 31enne sta soffrendo particolarmente la situazione anche alla luce della propria mole: 206 centimetri di altezza e 94 chili di peso, le brandine della struttura carceraria sono assolutamente inadeguate ad un riposo “normale”.
Sale la tensione.
Ed un banalissimo e-liquid rischia di far innalzare a livelli ancor più preoccupanti il già non trascurabile tasso di tensione tra le parti.