Rivista americana richiede “systematic review” a Beatrice

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Una systematic review. Ovvero una rivisitazione scientifica dal titolo “E-Cigarette Smoking: Health Risk or an Opportunity for Smokers?”.

Questa l’attività commissionata dalla rivista internazionale Journal of Community Medicine and Public Health Care. E già portata a termine da Fabio Beatrice, Direttore del centro Antifumo San Giovanni Bosco di Torino, unitamente alla ricercatrice Giuseppina Massaro. Ne da notizia la Lega italiana antifumo.

L’attività di “review”, come spiegano attraverso l’interfaccia web dell’associazione, ha riguardato le opportunità insite negli strumenti a rischio ridotto per i tabagisti.

“In questa systematic review – così Beatrice alla Liaf – partendo dal nostro studio pilota i cui risultati sono stati pubblicati il 15 ottobre 2019, abbiamo fatto il punto generale sulla situazione del fumo elettronico. In particolare, in questo momento siamo tutti all’ombra dello scoppio di Evali negli Usa. Che, ricordiamo, non è un problema di sigaretta elettronico, ma di scorretto uso dello strumento”.

In barba a quanto affermano i detrattori della sigaretta elettronica, infatti, e come più volte spiegato dagli esperti pro-svapo, “strumenti alternativi come la sigaretta elettronica – evidenziano dalla Lega italiana anti fumo – possono rappresentare un valido supporto per chi senza la sigaretta in mano non riesce a stare”.

STRINGENTE IN AMBITO DI RICERCA STANDARDIZZARE I CRITERI

Ciò considerando come “smettere di fumare e staccarsi dalla dipendenza da nicotina rappresentino una sfida per i fumatori incalliti. Chi non ci riesce deve mettere in conto di essere un soggetto a rischio per infarti del miocardio, ictus e tumori”. Campo molto dibattuto quello della ricerca, anche e non solo in tema di fumo e sigarette elettroniche. Stringente, in particolare, si presenta la necessità – come evidenziano dalla Liaf – “di iniziare ad impostare gli studi basandosi su standard condivisi ed il più possibile vicini alla replicazione umana”. Ciò atteso come “gli studi conducano spesso a risultati contraddittori perché mancano standard di ricerca”.

Intanto Beatrice commenta “Risulta interessante evidenziare come questa review sia stata richiesta da una rivista di salute pubblica americana. Evidenziando come anche negli Usa si sta cercando di compiere un’analisi della situazione. Certamente mancano ancora studi indipendenti per valutare la tossicità del fumo elettronico e del fumo digitale. Ma è anche vero – la conclusione del medico e docente – che la proposta del fumo digitale nell’ambito del rapporto medico paziente impedisce al fumatore di andarsene, perdere contatto con il centro e rischiare di tornare al fumo convenzionale”