Rischio contagio Covid, “non fumare nè svapare in strada”

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La nuova variante inglese del Coronavirus dovrebbe comportare, quale misura precauzionale, l’adozione di un divieto di fumare e di svapare in strada.
Lo sostiene un’associazione di consumatori spagnola che, in tal senso, ha presentato tanto di richiesta al Governo iberico.
L’iniziativa viene da “Asociación Nofumadores” secondo i cui attivisti tale misura dovrebbe scattare nel momento in cui non si riuscisse ad osservare la distanza di dieci metri interpersonale.
Ora come ora, si ricorda, è già in vigore, per disposizione del Ministero della Salute, il divieto di fumare in strada, entrato in vigore questa estate, ma solo allorquando non si sia in grado di osservare una distanza tra persone di due metri.
La richiesta dell’associazione, quindi, è per una più stringente forma di tutela alla luce dell’allarme destato dalla nuova variante che avrebbe una capacità infettante superiore al 70 percentuale.
Ad essere richiesta, quindi, da parte dell’associazione guidata dal Presidente Eaquel Fernandez, un inasprimento delle precauzioni già in essere.

I RISCHI INSUSSISTENTI NELLO SVAPO

Attraverso apposito comunicato stampa, il sodalizio ha evidenziato come, in un contesto temporale caratterizzato da crisi pandemica, l’atto di fumare sia da considerarsi come azione potenzialmente pericolosa e che non può essere, in alcun modo, invocata come pretesto-scusa per i fumatori per non indossare la mascherina.
Ma dall’associazione spagnola non si limitano solo a puntare il dito contro il fumo di sigaretta classica ma si mette in guardia anche rispetto a presunti rischi di contagio da Covid che sarebbero connessi allo svapo ritenuto, addirittura, un veicolo virale potenzialmente capace di innalzare il rischio fino al 500%.
Una conclusione, quest’ultima, che non sembrerebbe trovare conforto nella attuale nozione di scienza dal momento che la percentuale di saliva contenuta nella “nube” sarebbe irrisoria e, quindi, non fonte di rischio.
Ciò essendo la nube medesima fondamentalmente composta dalle sostanze di e-liquid che si inseriscono nell’atomizzatore.
Misure volte a limitare il fumo all’aperto, nell’ottica di limitare i rischi da contagio, sono state, come noto, attivate anche in Italia sebbene non ipotizzando un rischio di contagio connesso al fumo (o allo svapo) quanto all’incompatibilità del fumare/svapare con l’uso corretto della mascherina.