Riduzione del rischio, nasce Osservatorio: Beatrice al timone

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legge sigarette

Un Osservatorio sulla riduzione del rischio.
Per studiare strategie e soluzioni che siano attuabili in svariati ambiti della Medicina al fine di limitare morbilità e mortalità che siano evitabili.
E’ un progetto ad ampio respiro quello di cui si investe l’Osservatorio Mohre, nascente creatura che vede i suoi natali dalla iniziativa di Fabio Beatrice, Primario presso il San Giovanni Bosco di Torino, Coordinatore di un team multiprofessionale cui hanno già aderito, in attesa della entry di ulteriori esperti, professionisti quali Oscar Bertetto, Fabio Lugoboni, Giacomo Mangiaracina, Sebastiano Marra e Giuseppina Massaro.
Dalle dipendenze alle malattie sessualmente trasmissibili, il team sarà in grado di intervenire in tutti quei contesti della Medicina dove si può assistere a condizioni che sono influenzate da stili di vita errati o comunque modificabili ai fini del miglioramento del quadro di salute.
Al timone di questa squadra il già menzionato Beatrice che, in tema di riduzione di danno da fumo, rappresenta praticamente tra le figure pionieristiche su scala nazionale.
E non solo.

TRA I PRIMI PASSAGGI UNA LETTERA AL COMMISSARIO ALLA SALUTE EUROPEO

Come clinici che si interfacciano quotidianamente con i pazienti – fa presente quest’ultimo, come rilanciato da fortuneita.com – sappiamo che in un processo di cura anche piccoli progressi sono apprezzabili. 
Spesso proposte rigide determinano l’allontanamento del paziente e succede che approcci integralisti abbiano come ricaduta l’abbandono proprio delle persone più fragili ed in maggiore difficoltà.
Un medico –
ha chiuso l’anche Direttore del Centro antifumo torinese – non può rinunciare alla propria umanità in nome di un astratto rigorismo scientifico e lesinare politiche di aiuto”.
Nei programmi della struttura anche quello di “monitorare costantemente tutta la letteratura scientifica in tema di riduzione del danno nelle diverse branche della medicina, contrastare le informazioni scorrette, creare cultura sull’argomento ed identificare buone pratiche da importare a livello nazionale ed europeo”.
Combattere anche la disinformazione, selezionare e veicolare fonti scientifiche valide ed attendibili al fine di abbattere il margine di confusione nel destinatario finale.
Soprattutto, aprire una terza via tra il comportamento ideale e quello non corretto.
Non a caso uno dei primi impegni sarà sul fronte tabagista “con un approccio che superi l’attuale ultimatum del ‘smetti o muori’”.
In linea con questa prima attività, sarà presto inviata
al Commissario alla Salute europeo Stella Kiriakydes una lettera aperta con la quale si farà invito ad adottare, a livello di Unione europea, soluzioni utili ad intervenire efficacemente sui danni da fumo.