Riduzione del danno, Beatrice “In Italia percorso ancora lungo”

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“In Italia c’è ancora un lungo percorso da fare sulla riduzione del danno quando si tratta di sigarette, mentre nei paesi anglosassoni, come successo da poco negli Usa, si comincia a stabilire in documenti ufficiali che i prodotti alternativi alle sigarette abbassano l’esposizione alle sostanze nocive”.
Queste le parole di Fabio Beatrice, come riportate da “nuovasocietà.it”, nel commentare la recente evoluzione che ha visto la Food and Drug Administration riconoscere ad Iqos la stelletta di prodotto a “rischio modificato”.
Una evoluzione che gode di un significativo e rilevante senso dal momento che spalanca le porte ad un prodotto, quello del tabacco riscaldato, ad oggi confinato – quanto meno entro il contesto americano – nel ghetto del “tabù”.

Se la Food and Drug Administration, Organo del Governo americano, ha fatto un passetto in avanti, aprendo storicamente a questa tipologia di prodotti, nel contesto nostrano, invece, si vive ancora una situazione di fortissima chiusura.
“La mia impressione è che in Italia ci sia ancora un lungo percorso da fare – ha ancora rimarcato Beatrice alla medesima fonte di stampa – non siamo un paese anglosassone, qui o si parla di cessazione o nulla.

“SI DEVONO DARE ALTERNATIVE AI PAZIENTI”

In medicina però le sfumature di grigio sono tante, ai pazienti si devono dare alternative. Nessuno, neanche l’Fda ovviamente, dice che c’è un ‘fumo sano’, ma sappiamo che ci sono modi per ridurre le sostanze inalate. e quindi è una via che si può proporre, anche se ci vorranno anni per capire quanto questa cosa è utile”.

Come rimarcato dal medesimo docente, Direttore del Centro Antifumo del San Giovanni Bosco di Torino, nel Belpaese, in tema di fumo e di possibili soluzioni, si fa il ragionamento del tutto o niente. Non si concepisce, cioè, la terza ipotesi del minor danno.
Quella, cioè, data da soluzioni che non fanno totalmente bene ma, certamente, fanno meno male delle “tradizionali”.