Ricerca Usa: con divieto liquidi si torna a fumare

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Un terzo dei vapers statunitensi di età compresa tra 18 ed i 34 anni passerebbe alle sigarette tradizionali nel momento in cui una eventuale modifica alle norme vigenti andasse a restringere ai liquidi al sapore di tabacco l’unica tipologia ammessa sul mercato.
Così i contenuti di nuovo studio pubblicato su Nicotine & Tobacco Research.
L’approfondimento ha preso in considerazione 2.159 giovani di Atlanta, Boston, Minneapolis, Oklahoma City, San Diego e Seattle. Ciò al fine di verificare la percezione di questi rispetto, come prima detto, alla possibilità della introduzione di divieti di sapore.
Ed i risultati sono stati alquanto chiari: uno svapatore su tre, infatti, si è detto pronto ad accantonare la e-cig per far ritorno alle bionde.

LE INTENZIONI DELLA FDA

Un dato che dimostrerebbe chiaramente come, in realtà, il fattore legato alla molteplicità degli aromi disponibili per sigaretta elettronica rappresenti un valido incentivo per quanti siano desiderosi di abbandonare la dipendenza tabagista. E che, quindi, troverebbero nei menzionati liquidi dalle fragranze più disparate un prezioso supporto nel processo di smoking cessation.
La discussione non è squisitamente teorica ma decisamente concreta dal momento che la Food and Drug Administration, nel prossimo mese di Settembre, andrà a porre in essere una valutazione proprio sulla disponibilità e sulla circolazione nel mercato degli e-liquid.

L’ALLARME DI GARDNER

La Fda deve sapere che i divieti di sapore aumenteranno il fumo di adolescenti, giovani adulti e anziani”. Così Charles Gardner, Direttore esecutivo di Innco, un’organizzazione no-profit globale che sostiene i diritti degli adulti che utilizzano prodotti a base di nicotina più sicuri.
Altro che effetto gateway, quindi. Anche lo studio in questione dimostra come la sigaretta elettronica rappresenti, in realtà, una valida soluzione per smettere di fumare. Ed, in tal senso, la varietà di liquidi disponibili un ulteriore prezioso argomento.
Interpellata sulla questione e, nel dettaglio, sulle conclusioni dell’approfondimento, la Fda si è censurata dietro il politichese
In generale – così un portavoce dell’Agenzia – la Fda non commenta studi specifici, ma li valuta come parte del corpo di prove per approfondire la nostra comprensione di un particolare problema e assistere nella nostra missione di proteggere la salute pubblica”.
Tante parole per non dire nulla.