Ricerca tedesca: sigaretta elettronica metodo più efficace per smettere di fumare

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L’uso di sigarette elettroniche aiuta a smettere di fumare in modo decisamente più incisivo rispetto ai metodi tradizionali.
Ad approdare a questa conclusione uno studio tedesco condotto a più mani da Daniel Kotz, Sara Jackson, Jamie Brown e Sabrina Kastaun.
“Il nostro obiettivo principale – hanno fatto presente i ricercatori nel presentare le ragioni dell’attività condotta – era quello di valutare, nella popolazione tedesca, l’efficacia delle sigarette elettroniche, della terapia sostitutiva della nicotina e del mancato utilizzo di aiuti basati nel contesto di un discorso di cessazione”.

ANALISI CONDOTTA TRA 2740 PERSONE DI ETA’ COMPRESA TRA I 14 ED I 96

Importante sottolineare come l’approfondimento abbia preso in esame persone che avevano fatto utilizzo di e-cig con o senza nicotina.
Quanto al metodo, l’analisi ha tarato la sua attenzione sui tentativi posti in essere da 2740 persone di età compresa tra i 14 ed i 96.
Ebbene, il risultato è stato alquanto univoco, schiacciante.
L’uso delle e-cig, nel dettaglio, indistintamente se o senza nicotina, lo si ripete, ha avuto un’efficacia superiore dell’80% nello smettere di fumare rispetto all’utilizzo di alcun metodo.
Ma anche rispetto alle alternative tradizionali (quali gomme da masticare e simili), il fumo elettronico ha mostrato un tasso di successo decisamente più alto quantificabile, precisamente, sempre come da conclusioni dell’approfondimento, in una misura pari a circa il 50 percentuale.

SCELTE DEL GOVERNO INCOMPRENSIBILI

Alla luce di questi risultati – hanno commentato alquanto giustamente i colleghi di una testata tedesca che, quale la nostra, focalizza la sua attenzione sul tema della cessazione dal fumo e su quello delle alternative – sembra ancora più incomprensibile che il Governo del cancelliere Olaf Scholz andrà ad imporre tasse sui liquidi per le sigarette elettroniche a partire dalla metà di quest’anno”.
Quello tedesco, infatti, appartiene ad un filone di Paesi europei ancora particolarmente chiuso rispetto alle potenzialità del vaping, al pari della nostra Italia ed anche della Spagna, ben lontano dal modello dato da realtà, quale quella anglo-francese, che ha fatto, invece, del minor danno un discorso istituzionale.