Ricerca in Belgio: sigarette elettroniche aiutano a smettere di fumare

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I fumatori che iniziano a fare uso di sigarette elettroniche riescono, entro sei mesi dalla prima “svapata”, a smettere di fumare.
E questo avverrebbe in un caso su cinque.
Queste le conclusioni di una ricerca che giunge dal Belgio.
Ad essere analizzato il comportamento di 71 persone che, tutte fumatrici – come detto – al momento dell’avvio dell’ “esperimento”, sono state osservate a tre e sei mesi dalla accensione della loro prima “elettronica”.
I risultati sono stati estremamente confortanti: il 18% dei soggetti oggetto dell’indagine avevano, entro sei mesi, completamente smesso di fumare; un altro 25%, ancora, era riuscito comunque a dimezzare il consumo delle bionde.
A questo andamento è corrisposto, come da rilievi effettuati sui partecipanti, una diminuzione progressiva nei valori biochimici.
Anche questo studio dimostra, quindi, come la sigaretta elettronica possa “impattare” positivamente in chiave di smoking cessation; tant’è, per di più, che i soggetti protagonisti dell’indagine non sono stati inseriti in un percorso istituzionale ma “solo” in una indagine statistica, per di più in assenza di un “counseling” di accompagnamento.
Ragion per cui, quindi, è ragionevole ritenere come i margini di miglioramento, con i dovuti accorgimenti, potranno essere certamente ampii.

L’IMPORTANZA DEI LIQUIDI

Ma c’è un altro elemento che merita riflessione.
Quanti sono riusciti a smettere, in particolare, hanno variato diversi aromi, diversi liquidi, sfruttando la grande varietà – anche di “fruttati” – presente sul mercato.
Anche questo evidenzia il ruolo strategico che può giocare la ampia disponibilità sul mercato di “sapori” diversi da quelli tradizionali.
Potendo essi rappresentare un importante “sprone” a smettere per il fumatore.
Del resto, già diversi approfondimenti hanno dimostrato come in quei contesti territoriali dove si sono poste limitazioni al commercio di liquidi, si siano registrati maggiori consumi di sigarette classiche.
Cosa che potrebbe provare come i liquidi possano rivestire, nella loro varietà di fragranze, un ruolo centrale nelle dinamiche di “smoking cessation”.