Ricerca: cellule umane esposte al vapore non riportano danni

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Il vapore “impatta” in modo decisamente meno nocivo, sulle cellule umane, rispetto a quanto non faccia il fumo di sigaretta.
E’ questa la conclusione di una ricerca condotta dal team di “Imperial Brands” ed i cui contenuti sono stati pubblicati sulla rivista di settore “Toxicological Research & Application”.
In condizioni di laboratorio, in particolare, si sono sottoposti alcuni modelli cellulari umani a “infusioni” di vapore, altri alla combustione di sigaretta ed ulteriori ancora, semplicemente, ad aria fresca.
I “modelli” sono stati valutati, per dirla in termini estremamente “spicci”, rispetto alle possibili modifiche determinate nell’espressione genica delle singoli cellule.
Ivi compresi i cambiamenti nello stress ossidativo e nei marcatori di infiammazione.

MUTAZIONI GENICHE POSSIBILE PUNTO DI PARTENZA PER CANCRO

Senza addentrarsi eccessivamente in un linguaggio tecnico che sarebbe di difficile comprensione per i non addetti ai lavori, basti pensare che le cellule sottoposte ai flussi di una classica avevano già evidenziato, dopo poche ore, segnali di “insulto” a livello “genico”.
Le cellule, invece, sottoposte ai flussi di vapore riportavano segnali di “modifiche” simili a quelle che erano state esposte al semplice ossigeno.
Perchè è così importante osservare la eventuale insorgenza di mutazioni cellulari? Ebbene, si tenga presente, al riguardo, come dette mutazioni rappresentino la base, il punto di partenza per una futura, eventuale evoluzione cancerosa.
Pertanto, si può cogliere quanto possa essere significativo il contenuto di uno studio che accerti come l’emissioni di una e-cig non sconvolgano l’impalcatura di un apparato cellulare.
Quanto ad Imperial Brands, come noto, ovvero l’azienda che ha promosso lo studio, la stessa è sicuramente coinvolta, nutre importanti interessi, sta investendo molto nelle alternative.
Sicuramente non è terza.

LA POLITICA DEVE ASCOLTARE LA SCIENZA

Certamente, però, Imperial Brands, nel commentare le conclusioni di detta ricerca, evidenzia un aspetto di indiscutibile verità: la stessa, infatti, ha sottolineato come le politiche su fumo e alternative poste in essere dalle varie Istituzioni di vari livelli non possano non tenere in considerazione tutte le voci della ricerca.
Non solo quelle che “piacciono”.
La scienza, e non il pregiudizio o i giochi di potere, dovrebbero essere la base di partenza per la pianificazione delle politiche su, appunto, tabagismo e dintorni.
La politica deve perseguire il benessere delle Comunità.
E se il mondo della ricerca indica che il benessere, in questo caso un beneficio per la salute, vada perseguito imboccando una determinata direzione, la politica non può girarsi altrove e fingere di non sapere.
Ma deve “semplicemente” eseguire