Regno Unito, Ukvia “Si dia ancor più centralità a svapo”

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Inghilterra, obiettivo 2030: addio fumo
Inghilterra, obiettivo 2030: addio fumo

Il Parlamento inglese sarà alle prese, nella seduta di domani, 10 Giugno, con una nuova sessione di discussione propedeutica alla emanazione delle “Raccomandazioni per il prossimo piano di controllo del tabacco”.
Documento – quest’ultimo – che il Governo del Regno Unito dovrà adottare entro la fine dell’anno corrente e che getterà basi ancora più concrete verso l’obiettivo di un Paese libero dal fumo entro l’anno 2030.
Una realtà, quella inglese, che già punta convintamente e da tempo, in ambiti istituzionali, sul settore delle alternative al tabacco.
L’associazionismo pro-svapo, tuttavia, chiede che vengano profusi ulteriori e più decisi sforzi.
E che nel redigendo Piano di controllo del tabacco lo svapo possa avere una posizione ancora più centrale e strategica.
In tal senso la lettera che Ukvia ha sottoposto all’attenzione dei parlamentari.
Nella medesima si fa riferimento a quella che viene indicata essere “un’enorme opportunità per riorientare gli sforzi per garantire che l’Inghilterra raggiunga il suo obiettivo di diventare senza fumo entro il 2030″. 
Ed ancora “Il Governo ha l’opportunità di discostarsi dalla legislazione dell’Ue che disciplina la politica del tabacco e della nicotina, un’indipendenza che potrà consentire alle normative del Regno Unito di adattarsi facilmente alle mutevoli tendenze dei consumatori e a qualsiasi mercato e sviluppo tecnologico, con maggiore facilità e meno burocrazia.
L’imminente Tcp del Governo dovrebbe basarsi sul corpus significativo e crescente di prove che dimostrano come lo svapo sia un’alternativa efficace per i fumatori che cercano di smettere e dovrebbe consolidare il concetto di riduzione del danno, ponendo il Regno Unito come leader mondiale nella riduzione del danno da tabacco. 

“MAGGIORE INFORMAZIONE AI MEDICI DI BASE”

Lo svapoincalzano dal sodalizio – è due volte più efficace di altre terapie sostitutive della nicotina, come gomme e cerotti. 
La ricerca dell’University College di Londra ha scoperto che le sigarette elettroniche, in un solo anno, hanno aiutato a smettere altri 50.000-70.000 fumatori in Inghilterra. 
Nonostante le prove schiaccianti e crescenti a sostegno delle sigarette elettroniche, le percezioni dei danni causati dallo svapo tra i fumatori sono sempre più errate e non in linea con le prove e questo nonostante i dati della Gran Bretagna mostrino che oltre la metà dei fumatori vuole smettere.
La disinformazione e le percezioni errate sul rischio delle sigarette elettroniche devono essere messe in discussione in ogni occasione. 
Per fare ciò –
spiegano ancora – il Governo deve collaborare con i leader del settore per sviluppare una serie di politiche che possano aiutare l’industria dello svapo a comunicare direttamente con i fumatori adulti esistenti”. 
Sottolineato anche da Ukvia, nella missiva affidata ai rappresentanti del Parlamento, la necessità di una ancora più intensa attività informativa, circa le alternative, a pro dei medici di prossimità. 
“Il nuovo Tcp – è, in merito, ricordato – dovrebbe supportare i professionisti medici assicurando che i medici siano informati sulle ultime prove cliniche sulle sigarette elettroniche.
Se, da un lato –
insistono dall’associazione – le attuali normative e il Tcp esistente hanno permesso all’industria dello svapo nel Regno Unito di prosperare, dall’altro hanno ostacolato la capacità del settore dello svapo di promuovere se medesimo come un modo efficace per passare ad un’alternativa meno dannosa , impedendo così al Governo di raggiungere gli obiettivi fissati nel Piano di controllo del tabacco”