Regno Unito, tassi di fumo alti “Impossibile Paese smoke free nel 2030”

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E’ la Nazione al mondo, per antonomasia, del minor danno.
Il Regno Unito è indubbiamente lo Stato pionieristico in fatto di alternative al fumo con la sigaretta elettronica che, in particolare, sta dando importante supporto ai fumatori nei percorsi di smoking cessation.
Ma la sigaretta tradizionale è un cancro ancora troppo radicato nella società inglese ed i progetti di una Nazione “smoke free” sembrano essere decisamente in ritardo rispetto alla scaletta di marcia che era stata stabilita nel 2017.

IL PIANO DI CONTROLLO DEL TABACCO

Parliamo del Piano di controllo del tabacco che poneva come obiettivo quello di raggiungere, entro l’anno 2030, una percentuale di fumo nella popolazione generale pari o inferiore al 5 percentuale.
Ma, con tutta probabilità, l’obiettivo sarà in gran parte fallito.
Delle 135 contee in cui si suddivide il territorio del Regno Unito, infatti, appena 4 – ovvero il 3% – sarebbe sulla buona strada e potenzialmente in grado di tagliare nei tempi previsti l’obiettivo datosi.
Cinque delle contee meno virtuose si trovano a Londra, con percentuali di cessazione pari allo 0,1 percentuale, mentre tra quelle con trend migliori figurano Slough, Liverpool, St Helen’s, Thurrock e Knowsley.

PESANTE DANNO ECONOMICO PER LA SANITA’

Il ritardo nella scaletta di marcia si tradurrà in un importante danno anche in termini economici: la stima è che la Sanità pubblica sconterà una perdita di oltre 40,4 miliardi di sterline.
Nel solo biennio 2019/2020, in particolare, sono stati mezzo milione i ricoveri per patologie fumo correlate, il 10% in più rispetto al dato di un decennio addietro.
A livello di singole contee, quindi, si valutano misure per tentare di arginare il fenomeno del tabagismo: Oxfordshire, Durham, North Tyneside, Newcastle e la città di Manchester hanno vietato le bionde nelle aree all’aperto prossime a dove bar e ristoranti sistemano tavolini esterni.
La battaglia alla sigaretta resta ancora dura da vincere anche per chi, come gli inglesi, sta percorrendo con convinzione la strada del minor danno