Regione Lazio e sigarette elettroniche: ci sarà una ricerca sugli adolescenti

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La Regione Lazio avvierà una mirata e campionaria ricerca al fine di comprendere quale sia la diffusione della sigaretta elettronica presso la fascia di età adolescenziale. Questo quanto emerge a pochi giorni di distanza dalle decisioni dell’Esecutivo Zingaretti di mettere fuori la porta di ospedali e strutture sanitarie del Lazio le e-cig.

Nei primi mesi del 2020 – ha sottolineato Alessio D’Amato, assessore alla Sanità ed alla Integrazione sociosanitaria della Regione Lazio – realizzeremo, prima Regione in Italia, l’indagine GYTS (Global Youth Tobacco Survey) per raccogliere informazioni sul fumo e l’utilizzo della sigaretta elettronica in un campione rappresentativo di studenti del Lazio”.

Non appare, quindi, casuale la scelta di accendere il disco rosso allo svapo in ambienti sanitari ma inquadrabile in un contesto più ampio che vede i dispositivi di fumo elettronico come un potenziale e chiaro rischio a carico della salute pubblica. “Dobbiamo elevare il livello di guardia a tutela della salute pubblica – afferma, in merito, lo stesso D’Amato – soprattutto per gli adolescenti che, in modo sempre più precoce, vengono fidelizzati anche attraverso messaggi pubblicitari ingannevoli, peraltro la stessa indicazione è stata data dal Comitato nazionale di Bioetica nella mozione contro il tabagismo”. 

LA CORRETTEZZA DEL SETTORE SVAPO ITALIANO

La questione merita approfondimento ed un’attenta valutazione: l’esponente dell’Esecutivo laziale, infatti, parla di messaggi ingannevoli di cui sarebbero investiti gli adolescenti rispetto all’utilizzo della sigaretta elettronica. Non abbiamo nozione di chi o cosa sia il riferimento dell’assessore regionale. Certo è che da parte del settore svapo nazionale vi è un grande senso di responsabilità nella proposizione sul mercato. Al di là del fatto che dal target sono esclusi a priori i minori, si evidenzia a più riprese come i soggetti cui ci si rivolge nella dialettica commerciale siano esclusivamente i fumatori che, dal passaggio alla sigaretta elettronica, andrebbero a trovare indiscutibile vantaggio per la propria salute.

Ciò non sulla base di considerazioni di Paperino e Topolino bensì sulla base di prestigiose conclusioni scientifiche che hanno accertato come lo svapo faccia decisamente meno male del fumo da bionde. Bionde che hanno macinato milioni di morti fra patologie oncologiche e cardiocircolatorie; con le elettroniche che, invece, sempre se usate con liquidi ufficiali acquistati presso negozi ufficiali, non hanno determinato un solo decesso in dieci anni di circolazione.

Il teorema è e resta, quindi, quello del minor danno. Vale a dire sigarette elettroniche quale stampella per fuoriuscire dal vizio. Per fare (molto) meno male a sé ed agli altri.