Reggia di Caserta: no a bionde ed elettroniche

0
366
oregon-montana-divieti-folli-svapo-usa-svapomagazine.
oregon-montana-divieti-folli-svapo-usa-svapomagazine.

Reggia di Caserta? Spazi interni off limits per gli svapatori. Questo, almeno, si è registrato in occasione di uno degli ultimi appuntamenti promossi dal prestigioso sito attrattivo. Uno dei maggiormente visitati in Campania e nel Meridione intero. Ebbene, in concomitanza di “Domenica al Museo”, in data 5 Gennaio, precise restrizioni hanno riguardato, in particolare, l’accesso agli appartamenti ottocenteschi. Location, a loro volta, della Mostra “Da Artemisia a Hackert”.

Dette restrizioni si sono sostanziate nel preciso divieto di utilizzare le e-cig all’interno delle aree espositive (analogo disco rosso anche per l’uso delle cosiddette sigarette classiche). La Direzione, tuttavia, non si è dilungata nel chiarire quale fosse la “ratio” del divieto opposto ai visitatori. E che, del resto, come sembrerebbe, non sarebbe affatto scevro di precedenti. Non è stato chiarito, cioè, se lo stesso (divieto) fosse da ricondurre ad una esigenza di tutela del patrimonio (con particolare riferimento al vapore acqueo generato dall’atto di svapare con un conseguente, potenziale rischio di deterioramento dei beni) o della salute pubblica.

In tale ultimo caso, passi pure per la prima delle ipotesi, la riflessione vi sarebbe tutta. Ciò perché si sarebbe posta in essere una equiparazione, di fatto, tra i danni certi della sigaretta e quelli non scientificamente comprovati addebitati all’elettronica. Cosa che non è accettabile perché su un piatto della bilancia stanno, da una parte, i milioni di morti partoriti dalle bionde. E, sull’altro, i morti pari a zero dello svapo – parliamo ovviamente di quanti usano in modo corretto la sigaretta elettronica e non di quanti infilano nei dispositivi sostanze illecite.

EQUIPARAZIONE NON CORRETTA TRA BIONDE ED ELETTRONICHE

Equiparare nei divieti le due categorie, come da trend diffuso in troppi ambienti ricadenti nella discrezionalità del titolare (dall’aereo al ristorante), non è corretto. È fuorviante. Perché pone nell’immaginario collettivo su un medesimo piano due situazioni troppo distanti. Facendosi passare, sicuramente in modo non voluto, il messaggio che l’una valga l’altra anche nelle conseguenze a carico della salute. Disincentivandosi, magari, le intenzioni di un fumatore incallito che avrebbe voluto tentare la via dell’elettronica per sottrarsi al vizio. In nome ed in ossequio alla sacrosanta teoria del minor danno.

Leggi anche: Sigarette in auto: bionde no, si elettronica