Reduci dal Covid “Obbligatorio non fumare”

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sigaretta elettronica e coronavirus
sigaretta elettronica e coronavirus

I reduci del Covid. Un esercito che conta oggi, nella sola Italia, qualcosa come 150.000 persone. Dei due sessi, dall’età più diversificata. Dalle condizioni di salute, di base, quanto più differenti, le une dalle altre.
Persone che – deve essere chiaro – non sono e non saranno chiamate a gestire una fase di semplice post-polmonite.
Ma il “post” di una situazione virale nuova ed il cui decorso, parimenti, si prospetta come una incognita. E, quindi, come un nuovo versante di impegno per la Sanità nostrana che, non a caso, sta già costituendo, in tutto il territorio nazionale, ambulatori post Covid.

Ad avere rimarcato l’aspetto dell’attenzione da riservare a questa nuova tipologia di “pazienti” è stato Luca Richeldi, Direttore del Dipartimento di Pneumologia del “Gemelli” di Roma. I primi dati che emergono, infatti, indicano come la questione clinica non si esaurisca, per un malato di Coronavirus, con la semplice risoluzione della tipica polmonite bilaterale interstiziale.

Come ha spiegato l’esperto, anche membro scientifico, attraverso le pagine della “Fondazione Veronesi “L’infezione polmonare da Coronavirus può lasciare un’eredità cronica sulla funzionalità respiratoria.

A un adulto, in media, potrebbero servire da 6 a 12 mesi per un recupero funzionale, che non è detto però che sia sempre completo. La causa è da ricercare nella fibrosi polmonare, che porta comportare l’irrigidimento del tessuto colpito dall’infezione. Con la conseguente riduzione nella funzionalità degli scambi gassosi”.

LA FIBROSI E LE CICATRICI “LA SFIDA DEL GIORNO DOPO”

Scarsa ossigenazione, ridotta funzionalità respiratoria, minore resistenza allo sforzo: questo quanto si sta osservando in molti di quanti si sono negativizzati e che, del resto, ripropone l’esperienza che si era già osservata sui pazienti, anni 2002 e 2003, che avevano superato la Sars.
Circostanze che si erano osservate in oltre il 30% dei casi, anche giovani, indipendentemente dal fatto che questi fossero stati intubati o meno.
La “colpa” sarebbe tutta o quasi di “cicatrici” lasciate in eredità dai virus, cause, a loro volta, di una fibrosi polmonare che compromette la futura salute e che merita, pertanto, una dedicata attenzione.
La fibrosi è la sfida del giorno dopo”, come osservato brillantemente da Corsico.
Ma altrettanto in modo brillante osservano dalla “Veronesi”
“Alla luce di queste considerazioni, emerge che  per questi pazienti è fondamentale evitare qualsiasi altro fattore di rischio in grado di compromettere la salute dei polmoni.
Inevitabile pensare al fumo di sigaretta, che si conferma comunque un rischio: tanto per chi non si è ammalato – e rischia il contagio, partendo da una funzionalità polmonare già ridotta – quanto per chi è reduce dal Covid-19”.