Reati penali connessi alla cannabis, Israele ripulisce le fedine penali

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Israele depenalizza l’uso della cannabis.
Il possesso e l’utilizzo a scopo personale della sostanza, infatti, non configurerà più un estremo da legge penale bensì esclusivamente una sanzione di tipo amministrativo.
In tal senso normativa promulgata lo scorso Febbraio che segna importante svolta nelle dinamiche nazionali relativamente al “trattamento” delle droghe cosiddette leggeri.
Ma non è tutto.
Gli effetti di queste nuove disposizioni legislative avranno, per così dire, anche un effetto retroattivo.

DEPENALIZZAZIONE E CANCELLAZIONE DEI VECCHI REATI

Come è stato fatto presente, in una nota congiunta, dal Presidente Herzog e dal Ministro Sa’ar, vi è anche la possibilità di intervenire su fedine penali che sono state sporcate, in passato, a causa di situazioni connesse, appunto, alla cannabis.
In tal senso è già venuto “un appello a chiunque sia stato precedentemente condannato per reati riguardanti il ​​possesso o l’uso di cannabis, per consumo personale, e che non sia stato precedentemente condannato per altri “delitti”, a presentare una richiesta di cancellazione dalla propria fedina penale”.
Ed, ancora, si sottolinea da parte di fonti governative dello Stato israeliano, come “ogni richiesta sarà considerata nel merito, secondo le sue particolari circostanze, su base individuale, considerando i suddetti cambiamenti di politica e legge”.

I SOLDATI NON POTRANNO SFRUTTARE QUESTA POSSIBILITA’

Passo avanti importante, quindi, in termini di buon senso, al di la dei bigottismi.
La legalizzazione della cannabis taglia una importante fonte di profitto a pro della malavita, in primo luogo, e porta, poi, un indubbio vantaggio alle casse statali, in forza delle connesse entrate fiscali.
In più, come detto, in Israele anche la possibilità di “ripulire” le persone già condannate per tali fattispecie con una piena riabilitazione penale.
Unica eccezione, tuttavia, rispetto a questa possibilità di “redenzione” quella data da quanti erano minori, al momento del compimento dei fatti, e ai soldati, quest’ultimo caso in forza delle previsioni della Giustizia militare.