Quarantena, diminuiti i fumatori ed aumentati gli svapatori

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Il Coronavirus ha abbondantemente ridotto il numero di fumatori di sigarette “tradizionali”. I consumatori delle bionde sarebbero crollati, durante la fase di lock down, da una percentuale del 23,3 ad una del 21,9.
Tanta “roba” se si considera che il “minus” di 1,4% corrisponde, in soldoni, a circa 630.000 fumatori in meno – con una netta prevalenza maschile (334.000 contro 295.000 donne).
A condurre la ricerca l’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l’Istituto di Ricerche farmacologiche “Mario Negri”, l’Università “Vita-Salute San Raffaele”, l’ “Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica” e la Doxa.

Come detto, oltre 600.000 persone hanno salutato le “bionde” ed un terzo di esse, dato estremamente incoraggiante, ricade nella fascia 18-34 anni. A questa percentuale che ha totalmente smesso, poi, si affianca un’altra fetta che ha diminuito il consumo.
La moneta, però, ha due facce.
Se un’importante cifra ha, come detto, cestinato il vizio, vi è un altro numero di persone, pure abbastanza importante, che, invece, il consumo lo ha aumentato.
In definitiva, quindi: c’è chi smette e c’è chi aumenta.
E non sono pochi quelli che lo hanno fatto.

CI SONO 436.000 UTILIZZATORI DI E-CIG IN PIU’

Poco meno del 9% della popolazione adulta nazionale (over 18), infatti, equivalente a circa 3,9 milioni di persone, ha aumentato, il numero delle sigarette quotidiane passando da una media di 10,9 a 12,7 sigarette.
A ciò si sommano 218.000 persone che, in questo persone, si stima siano entrate nel club dei fumatori.
In aumento, durante la fase di quarantena, anche gli svapatori. Gli utilizzatori delle e-cig sono aumentati di un punto percentuale durante i sessanta giorni circa di forzata restrizione domiciliare.
Abituali o occasionali che siano, gli utilizzatori di sigarette elettroniche prima del lockdown erano nella misura dell’8,1%; oggi sono il 9,1%. Quasi mezzo milione di persone in più – per l’esattezza 436.000.

Di queste, il 13% non l’aveva mai provata precedentemente. Un’altra fetta, invece, l’aveva solo saltuariamente saggiata in passato.
Meno fumatori, in definitiva. Più svapatori. Borsino incoraggiante che, in fondo, rivela come sia passato l’appello alla prudenza venuto da quella parte della scienza che aveva invitato la Comunità ad una “smoking cessation”. Ciò sulla base delle evidenze e della logica scientifica che indicano una peggiore prognosi per i fumatori in caso di contagio da Covid