Public Health England “Sigarette elettroniche utilizzate per smettere”

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La sigaretta elettronica era e resta un valido strumento nel supportare il fumatore ad abbandonare il vizio delle sigarette nonchè sostanza di un fenomeno, quello dello svapo, che continua a crescere.

Questo ed altro ad essere confermato dall’ultimo rapporto stilato da Public Health England. Sale, per iniziare, tra gli ex fumatori inglesi – spulciando tra le pagine della relazione stilata dall’Organismo d’Oltremanica – la prevalenza degli svapatori: dal 12% della precedente rilevazione al 13 attuale. Ciò sta a significare che la pratica, a dispetto di voci assolutamente fuorvianti, resta fondamentalmente “affair” di ex tabagisti.

Tra quanti non hanno mai fumato, ad ulteriore conferma, la prevalenza degli svapatori è pari ad appena l’1 percentuale. Un discorso molto simile anche per i giovani: solo l’1% di quelli che non hanno mai avuto a che fare con le sigarette sono “vapers” – a dispetto di quanti affermavano ed affermano che, al contrario, la e-cig possa rappresentare l’anticamera del fumo. Tutt’altro.
Come rivela, infatti, Public Health England, la “maggior parte degli adulti fa utilizzo delle sigarette elettroniche quale supporto per tentare di smettere di fumare”.

NEL REGNO UNITO CONTINUANO A CALARE I FUMATORI

Similmente, altro dato importante, continua la flessione nel Regno Unito del mercato delle bionde: in un trend che si conferma in continua e costante discesa nell’ultimo decennio, infatti, la percentuale di fumatori è, oggi, pari al 15 percentuale. Ancora in ottica di tentativi di smettere, PHE ha potuto appurare come sia importante il ruolo degli “aromi” tra quanti “abbracciano” le e-cig in ottica di fuoriuscita dal vizio.
Buona parte del campione di indagine, infatti, ha rivelato come la spesso paventata intenzione di eliminare i “sapori” dal mercato ufficiale potrebbe spingere i consumatori stessi a guardare al mercato parallelo (e pericoloso) del sommerso.

Dati complessivamente molto positivi, confortanti. Sebbene, tuttavia, la campagna di disinformazione che spesso aggredisce il settore svapo abbia diffuso nell’opinione pubblica generale – ci riferiamo anche e soprattutto a quella di persone neutre, non interessate nè al fumo elettronico nè a quello classico – il crescente convincimento che le e-cig possano essere non meno dannose del fumo classico.

Nel 2014, infatti, il 45% degli intervistati riteneva che le “elettroniche” fossero meno dannose delle “bionde”; ora, invece, la percentuale è scesa al 34. Colpa, come detto, della campagna Evali, pessimamente gestita dalle Istituzioni ed ancor peggio da buona parte dell’informazione. Ma, come detto, l’impatto della gran bufala-Evali non ha, nel concreto, frenato il fenomeno svapo. Nè provocato quel ritorno di fiamma della sigaretta che, magari, qualcuno auspicava.