Public Health England alle Istituzioni: sigarette elettroniche per smettere

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Assicurarsi che le politiche siano chiare nell’esprimere la distinzione tra sigarette e vaping e che si fondino su prove scientifiche affidabili; Incorporare l’uso di sigarette elettroniche nei trattamenti di smoking cessation, includendo direttive chiare sulle modalità di accesso a tali strumenti da parte dei pazienti e come approcciarvisi; Includere informazioni sulle ecig nelle politiche di Smoking cessation istituzionali, con processi regolamentati.

Ed, ancora, allinearsi con le direttive di Smoking: acute, maternity and mental health services (PH 48); Chiarire che tali politiche si applicano indistintamente allo staff, ai pazienti e al pubblico, dunque tenere conto di qualsiasi categoria quando si emanano tali direttive; Formare uno staff competente e, in ultimo, in caso di pazienti che stanno provando a smettere, non affrettarli ad interrompere l’uso con la sigaretta elettronica, perché si potrebbe incentivare una ricaduta.

È questo il decalogo che, rilanciato dalla Lega Italiana antifumo, ha posto in essere Public Health England. Ovvero l’Organismo che, equiparabile, con i dovuti distinguo, al nostrano Ministero della Salute, fa da riferimento nel Regno Unito per quel che riguarda la materia sanitaria. I destinatari del vademecum del PHE sono soggetti istituzionali ai quali si rivolge una serie di norme atte ad orientare nella gestione del paziente e, in particolar modo, nel relativo percorso di smoking cessation.

LA CENTRALITA’ DELLA E-CIG NEI PERCORSI DI SMOKING CESSATION

Le indicazioni fornite confermano ancora una volta come sia chiara e netta la politica d’Oltremanica rispetto alla tematica del fumo come anche rispetto alle strategie di fuoriuscita dal vizio. Centrale in questo discorso deve essere, secondo Public Health, il ruolo che deve rivestire la sigaretta elettronica la quale deve essere specificamente posta, dalle Istituzioni competenti, in una posizione assolutamente centrale.

Lo svapo, quindi, come fase e percorso inglobati nella strategia sanitario-terapeutica dalla macchina medica inglese. Una voce isolata, tuttavia, in un contesto globale che, tra Oms e Stati Uniti d’America, boicotta a chiare lettere e senza pudore il settore dell’elettronica.