Proposta di legge al Senato: niente fumo anche all’aperto

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Vietare l’utilizzo della sigaretta classica e di quella elettronica anche nei luoghi aperti dove vi è concentrazione di gente. Questa è la proposta contenuta in un disegno di legge depositato al Senato e recante come prima firma quella del senatore del Movimento Cinque Stelle Auddino.

Dai bar ai ristoranti passando per spiagge, parchi, stadi, location di manifestazioni e concerti, fermate degli autobus, stazioni ferroviarie, paraggi di monumenti pubblici. Tutti luoghi che sono – si – all’aria aperta ma caratterizzati da una certa aggregazione di persone. E che sarebbero raggiunti, negli intenti dei proponenti, dal divieto in questione. A sostenere il disegno normativo quasi l’intero gruppo pentastellato M5S, ovviamente di Palazzo Madama, nonché alcuni elementi di “Italia viva”.

Nella mozione, come riporta Agi, si chiede al Governo ed al Parlamento di estendere “il divieto di fumo ai luoghi esterni, dove si ritrovano anche bambini e donne in stato di gravidanza, quali giardini pubblici, luoghi di spettacolo all’aperto, spiagge attrezzate, stadi, campi sportivi, ristoranti all’aperto, al fine di evitare alla popolazione i gravi danni cagionati dal fumo passivo”.

Si andrebbe ad intervenire, pertanto, in estensione e modifica, sull’articolo 51 della legge 2003, “Tutela della salute dei non fumatori”. Quella che ebbe ad introdurre nel nostro Ordinamento, per Legge, il divieto di fumo nei luoghi chiusi. Divieto che venne allargato, poi, sempre con carattere normativo – e, quindi, nazionale – nel 2013 alle aree all’aperto di pertinenza delle Scuole e nel gennaio 2016 alle “pertinenze esterne degli ospedali e degli istituti di ricovero e cura” e agli autoveicoli “in presenza di minori e donne in gravidanza”.

Oltre a questa disciplina generale, poi, tutta una serie di previsioni locali quali le ordinanze, per dirne alcune, che hanno previsto tali veti anche su alcune spiagge (dalle siciliane Capaci, Lampedusa, Linosa alle pugliesi Manduria e Porto Cesareo e laziali Anzio, Ladispoli e Ponza passando per Alba Adriatica(Abruzzo), Marche (Pesaro, San Benedetto del Tronto, Sirolo), Emilia Romagna (Ravenna e Rimini) Liguria (Lerici, Sanremo, Savona) e finendo con la veneta Bibbione e le sarde Olbia e Sassari.

PROPONENTI LEGGI CRITICI SU SIGARETTA ELETTRONICA “NOCIVA”

La legge, ovviamente, dovesse passare, sarebbe una ulteriore “stretta” sul settore da un valore giuridico-sociale tale da renderla una sorta di Sirchia-bis. I propositori del disegno legislativo, in ultimo, fanno riferimento specifico anche alle sigarette elettroniche. I dispositivi di questo genere, affermano i propositori della legge, sono “reclamizzati come meno tossici, attraverso una pubblicità ingannevole” pur essendo “nocivi non solo per la salute dei fumatori ma anche dei soggetti terzi, in quanto rilasciano nell’aria composti tossici e includono additivi il cui effetto non è ancora noto”.