“Proibire aromi e-liquid sarebbe un danno nelle politiche antifumo”

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Le restrizioni sullo svapo potrebbero avere delle ripercussioni estremamente dannose in termini di pubblica salute.
Si accende il dibattito in Irlanda alla luce dei progetti normativi che mirano ad eliminare la maggior parte degli aromi di liquidi per sigaretta elettronica dalla gamma di quelli disponibili sul mercato.

CONNOLLY “PROFONDAMENTE PREOCCUPATI”

Ad esprimere forti perplessità in tal senso è Declan Connolly della Irish Vape Vendors Association.
Siamo profondamente preoccupati – ha esordito il medesimo – per gli effetti negativi che un divieto di aroma potrebbe avere sulle strategie di riduzione del danno da tabacco e sulle scelte dei consumatori. 
Un sondaggio condotto dall’Independent European Vape Alliance (IEVA) nel 2020
– ha proseguito Connolly – ha rilevato che quasi il 65% dei vapers svapava liquidi dal gusto fruttato o comunque dolci su base giornaliera”.
L’argomento principale che viene invocato da quanti promuovono un progetto normativo di “stretta” sugli e-liquid aromatizzati vive nella convinzione che quest’ultimi, arricchiti con grafiche e confezionamenti “mirati”, possano risultare particolarmente attraenti per i più giovani. 
In ogni caso
– insiste – l’associazione tra “sapori” e successiva iniziazione al fumo non è suffragata da prove”.
Criminalizzare le varietà di gusti degli e-liquid potrebbe determinare effetti collaterali e paradossalmente lasciare libera strada alle “bionde”.
Esemplare in tal senso il precedente verificatosi a San Francisco.

IL PRECEDENTE DI SAN FRANCISCO

Un recente studio pubblicato su Jama Pediatrics, infatti, ha rilevato come in seguito al divieto degli aromi scattato nella città californiana, gli adolescenti delle scuole Superiori avessero preso a fumare con una incidenza maggiore rispetto agli adolescenti di altre città dove non v’era alcuna limitazione in vigore.
Massima prudenza, quindi, quella che invocano dall’associazionismo irlandese prima di varare una legislazione che potrebbe essere assolutamente controproducente.
A monte di tutto, però, vi è una evidenza: appare in ogni caso chiaro come, in fatto di vaping, non possa essere accettabile una normativa che appiattisca, in una parità di trattamento, il mondo degli adulti e quello dei più giovani.
Anche se si volesse accettare una normativa anti-aromi, nell’ottica di non tentare gli adolescenti, non si deve trascurare come le flagranze degli e-liquid rappresentino per gli adulti un fattore di forte incoraggiamento nell’abbandono del fumo.