Prodotti contraffatti, GeekVape sollecita il Regno Unito “Più controlli”

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Un preciso impegno contro la contraffazione.
E’ quello che auspica GeekVape, colosso del vaping cinese.
Un appello preciso è quello venuto dall’azienda di Shenzen all’attenzione degli Organi di controllo del Regno Unito ove, ultimamente in particolare, si sta assistendo ad un boom di “pezzotti” in circolazione nel mercato interno, alcuni dei quali palesi imitazioni – mal riuscite – proprio degli hardware made in Shenzen.
Nel dettaglio, l’invito ha ad oggetto l’auspicio che si intervenga al fine di “intraprendere più azioni per combattere il mercato in crescita dei prodotti di svapo illeciti”.

MERCE CONTRAFFATTA NEI NEGOZI

Dilagano, nello specifico, tra i giovanissimi, dispositivi usa e getta che filtrano nel territorio inglese – spesso di stessa produzione cinese – per fiorire in gran numero in negozi al dettaglio.
Un problema, quindi, che non attiene gli acquisti di privati tramite l’on line bensì, come detto, il classico negozio fisico.
Per questo la ufficiale iniziativa di GeekVape al fine di attivarsi i dovuti e necessari controlli che, da una parte, siano utili a tutelare la pubblica sicurezza dell’utente-consumatore finale e, dall’altra, non penalizzino la correttezza di chi opera nel rispetto delle regole.
E proprio questo aspetto è stato sottolineato dal numero uno dell’azienda, Allen Yang
“E’ facile incolpare il produttore, ma la verità è che le merci illecite stanno trovando la loro strada in Inghilterra attraverso la dogana e vengono venduti nei punti vendita al dettaglio in tutto il Paese.

LA DENUNCIA DEL CEO YOUNG

È un grosso problema per la nostra reputazione e per il settore dello svapo nel suo insieme – ha affermato ancora il Ceo – Ci deve essere maggiore collaborazione e applicazione che coinvolgano tutte le parti, compresi gli standard commerciali, l’industria dello svapo, le associazioni di categoria che rappresentano i rivenditori e l’agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari”.
GeekVape, intanto, si attiva anche in patria: dalla collaborazione con lo Stato cinese, infatti, è arrivata la chiusura di ben dodici impianti che sfornavano materiale frutto di imitazione destinato ad essere esportato.