Principato di Monaco, sulle spiagge niente fumo e niente svapo

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Il Principato di Monaco sposa la linea rigorista.
Osebbe dirsi talebana.
E dà un taglio alle sigarette, classiche o elettroniche che esse siano.
Lo Stato monegasco, in particolare, ha stabilito il divieto assoluto di fumare sigarette al tabacco e di svapare sigarette elettroniche su quelle che sono le spiagge maggiormente rinomate lungo la propria linea costiera.
Il provvedimento riguarderà, tra le altre, la spiaggia del Larvotto, la spiaggia del Solarium, situata sul molo Casiraghi, e la spiaggia cosiddetta dei “Pescatori”.
La regola generale impone che e-cig e bionde non potranno essere utilizzate sulla maggior parte degli arenili: laddove fosse consentito, invece, in deroga all’ordinanza, saranno collocate apposite segnaletiche derogatorie che indicheranno la facoltà di poter liberamente fumare o svapare.
La norma è stata introdotta in vista della ormai avviata stagione estiva: le restrizioni saranno pienamente operative da Sabato 26 Giugno e si protrarranno per tutto il mese di Settembre.
Le motivazioni sono quelle fondamentalmente note, ovvero “proteggere la popolazione dai rischi associati al fumo passivo e garantire l’equilibrio del suo ambiente naturale e del suo ambiente”.

IN ITALIA NESSUN COMUNE HA VIETATO LA SIGARETTA ELETTRONICA

Nell’ultimo riferimento, come chiaro, sono contenute le politiche anti-cicche essendo noto quale possa essere l’impatto sull’ecosistema determinato dall’ abbandono al suolo del residuo delle sigarette.
Tutto bene, tutto condivisibile sebbene a metà: a destare perplessità, infatti, è la parte del provvedimento che riguarda il vaping.
Per quel che riguarda l’impatto sull’ambiente, per iniziare, la misura preventiva non può riguardare il fumo elettronico dal momento che esso non determina la produzione di rifiuti.
Per il resto, anche un eventuale svapo passivo non reca evidenze in termini di acclarato danno.
In effetti, si veda il caso dell’Italia, la moltitudine di realtà comunali che hanno previsto disposizioni restrittive per quello che riguarda il fumo di sigaretta non hanno esteso tali “strette” anche alle sigarette elettroniche.
Si vedano, al riguardo, i casi di Milano, di Firenze, di Torino come anche tutti quelli dati dai luoghi balneari che hanno adottato le ordinanze su scala cittadina.
Dalle parti di Alberto II, invece, si è andati oltre, molto oltre: ed il coinvolgimento dello svapo nel vortice dei divieti non pare avere alcun fondamento in termini di tutela della salute pubblica e di quella ambientale.