“Primo trapianto di polmoni causa svapo”: nuova farsa Usa

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Quello che sembra essere un nuovo esempio di notizia dalla forte carica disinformatrice. Per non dire una nuova, immensa farsa in tema di sigarette elettroniche.

I media americani, infatti, stanno rilanciando nelle ultime ore la notizia di un giovane sottoposto a doppio trapianto di polmone resosi necessario – udite, udite – a causa di problematiche legate allo svapo. La vicenda è quella di un 17enne che era stato ricoverato presso l’ “Henry Ford Health System di Detroit”. Il ragazzo era arrivato presso il nosocomio il 5 Settembre di quest’anno con sintomi che lasciavano pensare alla presenza di un focolaio di polmonite in atto; le cure, tuttavia, non avrebbero dato esito tanto da doversi ricorrere, in definitiva, al trapianto di organo.

“Il nostro paziente adolescente – hanno rivelato dallo staff che ha eseguito il trapianto – avrebbe dovuto affrontare una morte certa se non fosse stato per il trapianto di polmone”. Ed ancora “Nulla mai visto prima in quasi 20 anni in cui ha svolto un lavoro di trapianto. Questo è un male che non ho mai affrontato prima”.

Ma veniamo al nocciolo della questione. Interrogati dalla stampa su da quanto tempo il ragazzo stesse svapando e, soprattutto, su cosa il ragazzo avesse svapato, i medici si sono chiusi nel silenzio. Ed hanno affermato di non aver elementi da fornire. E qui casca l’asino, e si fa male di brutto. In una filiera di disinformazione, infatti, sia le Istituzioni mediche sia gli Organi di stampa si sono affrettati a parlare di “trapianto legato a svapo”.

FORTISSIMO IL SOSPETTO CHE IL GIOVANE ABBIA USATO THC O VITAMINA E ACETATO

Il sospetto forte, fortissimo è che il paziente, in realtà, abbia inalato, attraverso la sigaretta elettronica, qualche sostanza illecita. Thc? Vitamina e acetato? Non vi sarebbe, quindi, nulla di nuovo rispetto alla già nota vicenda dell’epidemia. E’ risaputo che Thc e vitamina “e”, “sostanze” strette parenti della droga, non possano essere consumate attraverso inalazione. Parlare, quindi, come hanno fatto i medici dell’ospedale in questione – ripresi dall’informazione – di polmoni da trapiantare a causa della pratica dello svapo è una verità distorta se non una immensa falsità.

Nulla di diverso, quindi, rispetto a quanto già fino ad oggi affermato: l’uso di sigarette elettroniche, in questa storia, è un aspetto estremamente marginale. Molto probabilmente, anche in questo caso, si parla e si deve parlare di vera e propria inalazione di sostanze illecite. Intanto, però, l’allarmismo galoppa. Perchè si fa (artatamente?) credere all’opinione pubblica che il danno devastante sia stato determinato dall’uso, in quanto tale, di sigarette elettroniche. Quando, invece, il problema è e continua a vivere nel fatto che più di uno, in modo imprudente, inali sostanze illecite, non legali, non ufficiali. Il problema va affrontato su un diverso tavolo: non su quello dello svapo, ma su quello del contrasto al fenomeno droga.