Polosa “Studi manipolati da alcuni scienziati Usa”

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È inevitabile che sia l’oggetto di riflessione del momento presso gli ambienti dello svapo. Perché troppo clamorosa, roboante la questione. Perché comunque importante la eco degli studiosi che sono stati autori della ricerca che, ora, a posteriori, rischia di rivelarsi una incredibile e triste manipolazione.

Lo studio su presunti legami tra sigarette elettroniche e infarti, pubblicato da autorevole rivista scientifica, è stato, per il momento, “solo” ritirato (dallo stesso editore che l’aveva pubblicato) invocandosi un disguido di tipo tecnico. Disguido che, sotto forma di impossibilità di accedere al database contenente le informazioni “cuore” dell’approfondimento medesimo (sic!), avrebbe impedito una revisione o, quanto meno, una verifica delle conclusioni. Revisione/verifica che, a sua volta, era stata richiesta da alcuni studiosi, quanto meno sorpresi dagli elementi emersi dal lavoro.

Ricordo alla stampa italiana – così Riccardo Polosa attraverso un personale messaggio social – che lo stesso autore Stan Glantz, con la stesso discutibile approccio metodologico, ha anche sostenuto che le sigarette elettroniche possano causare malattie respiratorie croniche (Bpco) quando queste diagnosi erano già presenti prima dell’uso di ecig. Anche molti tra i più grandi scienziati statunitensi – ha proseguito il docente universitario – manipolano gli studi e interpretano i risultati a loro uso e consumo. Tutto questo fa male alla comunità scientifica. Se continuiamo su questa strada nessuno crederà più alle evidenze”.

Fin qui il direttore del Coehar, giustamente critico nei confronti di certa ricerca.

Quella che pare trapelare dalle parole di Polosa, al pari di precedente intervento posto in essere da Fabio Beatrice e ripreso dalla nostra testata, è l’aspettativa ad una attività di approfondimento scientifico che sia pura e, in quanto tale, libera da condizionamenti di qualsiasi sorta, in primis da quelli di natura economico-industriale. Non si deve trascurare, al riguardo, come tali studi scientifici impattino presso l’opinione ed il credo collettivi. Ciò anche e soprattutto grazie ai mezzi di diffusione odierni che li immettono nel grande circuito dell’informazione, non ultimo quello dei social forte, come da sua natura, di una penetrazione assolutamente capillare.

Si intuisce facilmente, quindi, come presentare conclusioni fuorvianti sia anche pericoloso in ottica di tutela di pubblica salute. Facendosi passare messaggi strampalati e controproducenti. Ancor più rischioso è che si inneschi, poi, scetticismo presso la massa rispetto alla purezza della ricerca scientifica con il gravissimo effetto collaterale di veder evaporare i preziosi contributi di quella parte di essa che è ancora incontaminata e sana. Ed unicamente proiettata a recare contributi per migliorare la qualità di vita delle generazioni presenti e future