Polosa: giusto minori tasse per prodotti senza combustione

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“Una tassazione proporzionata basata sul livello di riduzione del rischio è, secondo me, l’unica via che può garantire un impatto significativo in termini di salute pubblica”.
Riccardo Polosa, fondatore del Coehar e docente presso l’Università di Catania, interviene sulla questione fiscale connessa al settore svapo.
Una questione tornata prepotentemente alla ribalta della pubblica attenzione all’indomani della presentazione dell’emendamento Muroni (Movimento Cinque Stelle) – così dal nome del primo firmatario.
Una proposta di modifica al “Dl Rilancio” che mira ad una rimodulazione dell’accisa sui prodotti da tabacco riscaldato.
Che, nelle intenzioni dei proponenti, verrebbe portata dall’attuale 25 percentuale al 75. Soglia che è, poi, quella quella applicata alle sigarette tradizionali.

Un’operazione che consentirebbe di recuperare circa 1,2 miliardi di euro, somma che, come già spiegato dalla nostra testata, diverrebbe utile per potenziare l’assistenza sanitaria domiciliare integrata.
Non una nuova tassa – come ha spiegato Muroni a “Quotidiano Sanità” – ma una riduzione di uno sconto fiscale a vantaggio della nostra salute e del Sistema sanitario nazionale.
Una proposta condivisa e trasversale, che hanno depositato anche altri gruppi, e che spero verrà approvata”.

MINOR DANNO E TASSAZIONE, SI GUARDI AD ESEMPIO ALCOLICI

Ovviamente, tale genere di proposta che “punisce” il settore del minor danno non può trovare la condivisione di quanti, invece, credono come i nuovi dispositivi andrebbero incentivati nell’ottica di favorire la fuoriuscita dal vizio del fumo.
Se ci pensiamo bene una politica fiscale differenziata in base alla riduzione del rischio viene già’ applicata per gli alcolici; ai super-alcolici, che presentano un rischio maggiore, applichiamo una tassazione più elevata, mentre vino e birra pagano meno tasse. Basterebbe applicare questa stessa logica ai prodotti senza combustione, con tassazioni più’ elevate per le sigarette convenzionali”.

Maggiore, pertanto, è il danno determinato a carico della salute da un determianto prodotto, maggiore dovrebbe essere la annessa tassazione.
Il problema, purtroppo, vive alla fonte dal momento che il discorso del minor danno non viene riconosciuto, in connessione alle sigarette elettroniche ed al tabacco riscaldato in genere, dalla massime Autorità sanitarie nazionali.
Che, come da recente uscita del Sottosegretario Zampa, si ostinano a porre dubbi rispetto alla effettiva minore nocività di tali dispositivi.
E se non ci si schioda da questo “dogma”, magari guardando ad esempi come quello anglosassone, non vi saranno le basi per intavolare discorso alcuno.