Polosa, fumo e svapo “Oms mente, è il primo cattivo informatore”

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E’ stato un duetto estremamente interessante quello sviluppatosi nella mattinata catanese – momento e sede del convegno promosso dal Coehar per la “Giornata mondiale senza tabacco” – tra il professore Riccardo Polosa e la “Iena” Matteo Viviani.
Quest’ultimo collegato da remoto.
Un dibattito che si è articolato principalmente attraverso la questione della comunicazione.
Ebbene si, la comunicazione.
Ad introdurre l’argomento proprio Viviani che, da comunicatore, appunto – è stato anche autore di un libro, “La crisalide nel fango” – ha colto quello che è uno dei principali motivi del “corto circuito” in essere nella informazione attuale.
Ovvero, appare lapalissiano come tra social, proliferare di media e propensione di tutti a parlare di tutto, sia dilagare di una confliggenza di voci, totalmente opposte.
In poche parole, caos e disorientamento da parte del destinatario finale, ovvero il cittadino.
Il Covid è stato esempio emblematico di tutto ciò ma anche sulla sigaretta elettronica manco si scherza.
E proprio a tale ultimo riguardo l’inviato Mediaset ha osservato
Una questione tanto interessante quanto confusa – questo l’incipit di Viviani – Ho sentito in merito messaggi di ogni natura anche da parte di chi dovrebbe avere nozione di causa:
il punto è che la comunicazione è sempre confusionaria, lascia spazio a cattive interpretazioni.
Commento da cittadino bombardato da tutta una serie di notizie”.

Polosa, quindi, ha giustamente annotato
Noi, in tema di sigaretta elettronica, puntiamo il dito contro la cattiva informazione: ma il primo cattivo informatore è l’Organizzazione mondiale della Sanità”
Vagli a dar torto a Polosa.
Se in tema di svapo, infatti, è la massima Autorità sanitaria mondiale a diffondere notizie palesemente parziali (per non dire false), l’effetto a cascata, tra lanci di Agenzia stampa e tam-tam sulle piattaforme varie, è devastante.
“L’Organizzazione mondiale Sanità non riconosce il valore di ricerche di alto valore scientifico, mente su temi importanti”

“SONO VERAMENTE SCARSI IN AMBITO DI TOBACCO CONTROL”

Ma non è tutto “Ho avuto confronti con questi esperti dell’Oms presso il Palazzo delle Nazioni Unite – ha incalzato lo scienziato siciliano – Sono veramente scarsi in ambito di tobacco control.
L’Oms deve creare una narrativa totale, non deve scegliere lavori di parte, quelli che più sono vicini alla sua posizione.
Stanno prendendo grandissime cantonate, l’Oms è responsabile del problema tabagismo”

Per il resto, sempre incalzato da Viviani, Polosa ha spiegato come sarebbe preferibile optare per sigarette elettroniche e modalità di svapo che comportino un volume di inalazione minore per quanto si sia sempre al cospetto – ha spiegato il medesimo – di un “rischio risibile”.
Tra il serio e lo scherzoso, il problema disinformazione è stato guardato anche dalla prospettiva del proliferare – decisamente eccessivo – di “relatori”.
Libertà di parola, sia chiaro, diritto sacrosanto.
Ma quando in ballo non vi è una discussione sul vino o sulla partita di pallone bensì su temi di salute pubblica, bisognerebbe scremare la platea degli “opinionisti”.
Altrimenti – e torniamo all’esempio della questione Covid – si finirà per dire tutto ed il contrario di tutto, con la conseguenza di creare, prima lo abbiamo affermato, una confusione madornale.
Sul Covid, in Inghilterra, parlava una persona sola e lo faceva con tanto di periodica conferenza stampa.
Da noi, invece, mille talk show, mille chiacchiere con l’unico risultato di confondere la gente finendo, da parte di quest’ultima, per fare propria l’idea che più gli piace.
Farei riforma su comunicazione, oscurerei tutti scienziati, iniziando da me.
Che siano meno in tv e più sui tavoli, e non puntare diti accusatori”.

E qui la conclusione “drammatica” nella sua verità “Gli scienziati hanno perso credibilità di fronte al pubblico”