Polosa: fumatori vanno aiutati non ghettizzati

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“Non si tutela l’ambiente vietando il fumo di sigaretta convenzionale ma cercando di applicare politiche pubbliche ambiziose e virtuose di sostenibilità e tutela dell’ecosistema. I fumatori sono soggetti che vanno aiutati a smettere, non pazienti da tenere relegati con divieti e bandi”.

Il professore Riccardo Polosa commenta in questo modo, attraverso le pagine virtuali della “Lega italiana anti fumo”, le recenti “news” che rimbalzano da Milano. E che danno il sindaco Sala come pronto a portare in Consiglio comunale un regolamento teso a vietare il fumo in luoghi aperti soggetti ad assembramenti di persone. Una previsione che, di fatto, è molto simile alla proposta di disegno di legge che è stata depositata al Senato e che prevede, appunto, di estendere anche all’open air – quello oggetto di alta frequentazione di persone – i divieti di fumo già in essere con riguardo ai luoghi pubblici al chiuso (legge Sirchia). In questo caso estendendosi le prescrizioni anche al fumo elettronico.

FUMATORI? SONO QUASI 12 MILIONI NELLA SOLA ITALIA

Rispetto a questi “venti” normativi, tuttavia, la posizione di Polosa pare essere abbastanza chiara. E auspica una non ghettizzazione del fumatore bensì una educazione affinchè esso possa smettere. In effetti, a rigore di logica, il pensiero di Polosa fila. Eccome. Non si risolve, certo, la piaga sociale del fumo prendendo 11,9 milioni di aficionados del tabacco italiani (corrispondenti al 22% della popolazione) e sbattendoli in un angolino. Se anche si riuscisse a confinarli in un pezzetto di territorio, il loro problema resterebbe. Resterebbe, cioè, il serissimo e concreto rischio per quasi 12 milioni di persone di andare di gran carriera verso ictus ed infarti.

L’oggetto dell’impegno, come lascia giustamente intendere Polosa, deve andare nella direzione di trovare il modo per aiutare queste persone a smettere. Discorso di grandissima eticità, prescindendo che si possa essere pro o contro il fumo classico, pro o contro la sigaretta elettronica. E’ una questione di salute pubblica, bussola smarrita da troppi