Planimetria dei magazzini e prevalenze: le novità dei Direttoriali

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Da quando andrà realmente in vigore l’obbligo delle fascette (che, tra le altre, ancora non sono nella disponibilità degli operatori)?
Quanto tempo avranno a disposizione gli addetti ai lavori per smaltire le rimanenze di magazzino ancora non “contrassegnate”?
Sono due dei quesiti, probabilmente tra i più “caldi”, cui l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non ha ancora risposto, né lo ha fatto nel contesto dell’ultima circolare emanata il giorno 30 Aprile.
Una circolare che, tuttavia, ha posto il punto su altri argomenti che pure avevano suscitato quesiti nell’ambiente: si è compreso, ad esempio, lo abbiamo già spiegato in altro articolo, come all’atto di ogni singolo acquisto via web il venditore dovrà farsi fornire gli estremi di un documento di identità o della tessera sanitaria.
Ma si è appreso anche, tornando alle fascette, come le stesse debbano essere posizionate verticalmente sul prodotto.
Sempre con riguardo all’obbligo dei contrassegni: i produttori che si ritrovino in possesso di liquidi fabbricati prima di Marzo li potranno trasferire ai negozi fino al 31 Agosto ed ai privati fino al 31 Dicembre.
Oltre questi termini il materiale dovrà andare al macero (nonostante siano già state versate le relativa tassazioni!).

AREE DIVERSIFICATE PER NICOTINA E SPEDIZIONI ESTERE

Una novità significativa quella che viene dalle insegne che dovranno recare un numero ordinale e dalla gestione del materiale all’interno dei depositi con apposite e diversificate aree che dovranno essere destinate ai prodotti con nicotina e a quelli oggetto di spedizioni destinazione estero: allo scopo i vari depositi dovranno trasmettere una specifica planimetria all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con obbligo di trasmettere le modifiche ad ogni eventuale variazione del magazzino.
Dai chiarimenti resi dalla circolare Adm, ancora, si ricava un chiarimento sulla questione prevalenza che sarà ricavata, sia per quel che riguarda gli e-liquid sia per quel che riguarda la componentistica hardware, al netto della sola imposta sul valore aggiunto.
Primi “lumi”, come visto, ma si attende ancora per quel che riguarda la questione più pressanti e sentite, ovvero quella prima citata relativa allo “start” dell’obbligatorietà delle fascette.
Tuttavia, al di la dei singoli aspetti, è forte la sensazione che le norme Adm appaiano strette e poco calzabili ad un settore dinamico e libero quale quello (attuale) del vaping.