Philip Morris, l’Australia e le farmacie: il triangolo no?

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Philip Morris cerca di entrare…nelle farmacie.
Succede in Australia dove, come a tutti noto, il Governo nazionale ha disegnato davvero croce nera sullo svapo.
Ora come ora, infatti, come già raccontato più volte dalla nostra testata, per acquistare sigarette elettroniche (nonchè i relativi liquidi) ci si deve munire di tanto di certificazione medica, rilasciata da un numero alquanto ristretto di professionisti, che vada ad attestare come quel determinato paziente richiedente abbia effettiva necessità della e-cig (o del relativo liquido) per smettere di fumare.
Con quella certificazione, poi, se e quando la si riesce a “conquistare”, ci si deve recare in una delle farmacie del territorio e procedere all’acquisto.
Farmacie, si.
Perchè nella terra dei canguri, ormai, non esistono più negozi del vaping.
Ma veniamo al discorso Philip Morris.
Il colosso delle bionde newyorchese, infatti, dopo essersi dedicato forte al tabacco riscaldato, sta spingendo adesso la sua e-cig “Veev”, tentando di recuperare un pò il tempo che si è inevitabilmente perso sul mercato proprio per essersi dedicati fondamentalmente a spingere Iqos.

LA PROTESTA DI MEDICI ED “ESPERTI DI SALUTE”

Ora, quindi, l’operazione in essere che si basa sulla “ratio” di riconoscere incentivi economici ai farmacisti, appunto, che promuoveranno la e-cig di casa.
Secondo “Vapoteurs”, infatti, il “progetto” prevedrebbe “premi” finanziari tanto più corposi quanto maggiori sono gli ordini ma anche per il solo fatto di aver informato un potenziale nuovo cliente del dispositivo o di averlo indirizzato a uno dei medici prescrittori.
Come sta andando?
Potrebbe andare decisamente meglio, mettiamola così.
La strategia non è passata, infatti, inosservata tant’è che esperti di salute e medici avrebbero manifestato il loro dissenso rispetto a tale operazione.
Ora, per così dire, si è un attimino in una posizione di stand by con le farmacie, per così dire, prese in mezzo tra la allettante proposta della azienda statunitense e le inevitabili polemiche che si levano in una realtà sempre più ostile allo svapo.