Philip Morris, addio sigarette: il ritiro inizierà dal Giappone

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Sigarette? No, grazie.
Philip Morris conferma l’indicazione già lanciata e nota da qualche mese: ovvero quella che vive nell’l’intenzione di abbandonare il mercato delle sigarette.
Il colosso del tabacco, infatti, che da una manciata di giorni ha assistito all’avvicendamento ai vertici con l’insediamento del nuovo Ceo Jacek Olczak, ha chiarito come, in un arco di tempo compreso tra i prossimi 10-15 anni, si stima di interrompere la produzione delle classiche.
Ed il primo passo in questo nuovo cammino sarà compiuto proprio in Giappone, il primo Paese dal quale PM si ritirerà.
La nuova frontiera di Philip Morris è e sarà quella del tabacco riscaldato: un business sul quale, quindi, il colosso concentrerà il pieno dei propri sforzi e dei propri investimenti.
E, tornando al discorso del Giappone, non desta sorpresa il fatto che Philip Morris ammainerà la bandiera delle “bionde” proprio nel Sol Levante, terra dove la stessa detiene quasi i tre quarti del mercato del tabacco riscaldato.
Un quasi monopolio con i padroni di casa di Japan Tobacco e i britannici di British American Tobacco che, invece, annaspano a distanza dovendosi dividere il 30 percentuale (circa) del mercato residuo del “riscaldato”.
Tabacco riscaldato, quindi, quale futuro prossimo e remoto di Philip Morris.

IL NUOVO CEO OLCZAK CONFERMA LA VIRATA VERSO IL TABACCO RISCALDATO

“Accelerare la trasformazione di Pmi verso un futuro senza fumo, annunciata nel 2016″ Così ha ribadito l’azienda all’indomani dell’avvento del polacco Olczak.
“Philip Morris – come riporta Adnkronos – si concentra sullo sviluppo, la valutazione scientifica e la commercializzazione responsabile di prodotti senza combustione, migliori alternative rispetto alle sigarette, con l’obiettivo di sostituire queste ultime il prima possibile”.
Pmi – è esposto ancora – è tra i leader del settore nell’innovazione scientifica e la nostra ambizione è che oltre la metà dei nostri ricavi netti giunga da prodotti senza fumo nel 2025.
Il nostro portafoglio in evoluzione guiderà il nostro futuro a lungo termine.
Faremo affidamento sulla ricerca scientifica e sulle nostre competenze, facendo leva sul talento e l’immaginazione delle nostre persone per innovare il portafoglio-prodotti esistente ed esplorare nuove aree di sviluppo del business.”

In questo discorso l’Italia avrà la sua centralità
Tre miliardi di euro investiti in ambito agricolo e manifatturiero, sin dal 2000 – si ricorda che a Bologna fu stabilita la prima fabbrica del riscaldato al mondo.
Quindi gli ulteriori investimenti per Philip Morris DISC, Centro che, come spiega Adnkronos, sarà dedicato ai servizi digitali al consumatore con sede a Taranto.
Senza dimenticare lo “start” dei lavori del Philip Morris Institute for Manufacturing Competences, nuovo riferimento che sarà dedicato all’alta formazione delle competenze per l’industria 4.0 con sede a Bologna