Pennsylvania, lo Stato fa causa a Juul Labs

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Lo Stato della Pennsylvania ha citato in giudizio il produttore di sigarette elettroniche Juul Labs. Il Governo locale, condividendo analoga iniziativa che già era stata intrapresa dai distretti scolastici della stessa Pennsylvania, ha trascinato in Tribunale il colosso del fumo.

Secondo l’accusa, in particolare, i responsabili di Juul Labs avrebbero “mentito al popolo americano” in modo particolare nel momento in cui hanno incastonato il prodotto reclamizzato in scenari pubblicitari accattivanti “in cui i giovani sembravano belli ed in gran forma”. A dirla breve, quindi, una sorta di pubblicità ingannevole ed una vera e propria “manipolazione dei consumatori”.
Secondo il Pennsylvania Youth Survey, “lo svapo teenager è aumentato drammaticamente nei quattro anni e mezzo in cui l’azienda è stata attiva”. Ed ancora. “Circa un liceale su quattro  ha svapato nell’ultimo mese”. Proporzione che nelle scuole medie scende a uno su dieci.

Sempre secondo i legali statali, l’azienda non sarebbe “riuscita ad impedire che i minori acquistassero i loro prodotti online” e avrebbe “commercializzato i prodotti in modo aggressivo sui social media”. Il reclamo governativo afferma ancora come aromi quali Peanut Jam, Spicy Watermelon, Cinnamon Snap e Coco Mint sarebbero “stati tutti proposti sul mercato come un modo per rendere il prodotto appetibile per gli adolescenti”. “Tutto ciò – tuonano gli avvocati statali – viola le pratiche commerciali e la legge sulla protezione dei consumatori”.

JUUL LABS “DENUNCIA ANCORA NON ESAMINATA”

Il portavoce di Juul Labs, Austin Finan, ha dichiarato, da parte sua, che la società non ha ancora esaminato la denuncia ribadendo tuttavia la volontà di “collaborare con procuratori generali, autorità di regolamentazione, funzionari della sanità pubblica e altri parti interessate per combattere l’uso minorile e convertire i fumatori adulti da sigarette combustibili “.

Tempi duri per la compagnia guidata Kc Crosthwaite sul cui groppone pende l’ingiunzione di fermare la vendita dei prodotti Juul in Pennsylvania già durante la fase giudiziaria. A ciò lo Stato somma la richiesta di danni monetari e la richiesta in capo alla società di finanziare programmi di istruzione e consulenza per colori quali sono dipendenti dalla nicotina.