Paura Covid, niente svapo nei casinò di Las Vegas

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La sigaretta elettronica, il fumo e l’incubo Covid.

Torna forte il timore del contagio. E, questa volta, lo spauracchio prende forma negli Usa e, in particolare, in quel di Las Vegas.
Dove, tra fiches e roulette, si materializza, sempre più, l’allarme da Coronavirus alla luce della profonda diffusione dell’epidemia.
Lo Stato del Nevada, in particolare, vede all’orizzonte un nuovo lockdown, eventualità che viene guardata con grandissima preoccupazione da Istituzioni e Comunità.
Ciò perchè un secondo blocco viene giudicato potenzialmente mortifero per l’economia.

Intanto, al fine di contrastare il progredire della diffusione ed evitare, quindi, misure restrittive estreme, si “stringe” nei casinò.
Quelli che, cioè, sono le principali attrattive della città fiorita nel cuore del deserto del Mojave.
Ebbene, in tutti i casinò della città del Nevada è stato introdotto il divieto di fumare e di svapare.
Si ritiene, infatti, che queste due azioni, poste in essere in ambienti chiusi, possano favorire la diffusione del contagio.
Un divieto che è stato tarato con particolare riguardo alle aree gioco dove, appunto, i vari “players”, pur osservando il distanziamento, rischiano di essere “investiti” dal fumo altrui.

IN UNA SOLA SETTIMANA BEN 849 POSITIVITA’

Ma la stessa restrizione vale anche per le aree ristorazione, per gli hotel e per tutti quei punti ove si possa avere intenso passaggio di ospiti e staff.
Una misura che è scattata dopo che, solo nell’ultima settimana, si sono registrate 849 positività (a fronte di una popolazione di poco più di 600.000 abitanti).
Centoventritre delle quali afferenti turisti.
Per quel che riguarda, in definitiva, l’opportunità del divieto, esso può rivelarsi sensato con riferimento al fumo da sigarette classiche dal momento che, in esso, vi è una componente di saliva.
Componente che, invece, crolla sensibilmente nello “svapo” al cui interno si rinvengono quasi esclusivamente liquidi artificiali.
E, in misura irrisoria, come detto, saliva – l’unica “parte” dove può, eventualmente, celarsi il virus.
Ma, come detto, essendo talmente infinitesimale la quantità presente, è di conseguenza nulla la pur teorica componente virale