Paura Covid, Codacons insiste “Stop fumo all’aperto”

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Il Codacons torna ad insistere: si deve vietare il fumo all’aperto nel momento in cui non si riesca a mantenere l’ormai famoso distanziamento sociale.
Il motivo? Ovviamente quello di tutelare la Comunità dalla diffusione del temibile Coronavirus.

Questo quanto l’associazione guidata da Marco Donzelli ha ribadito dopo aver indirizzato una prima nota all’attenzione di Regioni nonché del Ministero della Salute.
“Si tratta di prendere una scelta importante, anche se impopolare – ha sottolineato il già menzionato Donzelli – Sappiamo che in Italia i fumatori rappresentano una grossa fetta della popolazione, ma è arrivato il momento di dare prevalenza alla salute pubblica. Fumare comporta dei rischi per la salute umana già di per sé, ma in un momento così difficile e particolare come quello che stiamo vivendo si tratta di prendere una scelta volta a tutelare la salute dell’intera popolazione. Dobbiamo combattere la diffusione del virus con ogni mezzo, per questo motivo chiediamo al Governo ed al Ministero della Salute di vietare il fumo di sigaretta all’aperto”.

STRETTA GIA’ IN ESSERE IN GALIZIA ED ALLE CANARIE

A fondamento di questa richiesta vi è, ovviamente, una base di natura scientifica. L’atto dell’espirazione del fumo, infatti, si ritiene possa veicolare a distanza particelle di saliva e, quindi, di tipo virale.
“Condizione” che diviene tanto più “rischiosa” quando vi è assembramento di persone.
In tal senso, una distanza di sicurezza significativa in tal senso viene indicata essere nel margine di due metri.
Del resto, simile “restrizione” è già in vigore, sulla base delle stesse valutazioni, anche in Spagna.

In Galizia ed alle Canarie, infatti, il disco rosso per il fumo all’aperto è già scattato e si valuta una estensione del provvedimento, addirittura, anche su scala nazionale.
Quanto meno fin tanto che duri l’emergenza sanitaria. Le restrizioni auspicate da Codacons – nota conclusiva – non riguardano, tuttavia, le sigarette elettroniche.
Il vapore prodotto dai dispositivi in questione, infatti, non contiene saliva se non in percentuali infinitesimali presentando, quindi, una eventuale portata virale decisamente irrisoria.