Patriciello “E-cig e riscaldato, fiscalità sia proporzionata a minor impatto su salute”

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“Credo sia fondamentale proseguire il dibattito avviato in questi mesi di lavori della Beca per favorire l’adozione di un rigoroso approccio scientifico da parte delle Istituzioni europee affinché la riduzione del danno sia riconosciuta quale strumento di contrasto al fumo e affinché la regolamentazione e la fiscalità dei diversi prodotti a potenziale rischio ridotto, come e-cig e tabacco riscaldato, si basino sul differente impatto sulla salute umana riconosciuto scientificamente da organizzazioni della salute pubblica per ciascuna categoria”.
Proporzionare la tassazione premiando le alternative al fumo a minor danno: è questa la strada maestra che l’Europa dovrebbe seguire.
Lo ha fatto presente in una dichiarazione rilasciata a opinione.it l’europarlamentare Aldo Patriciello, Vicepresidente della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia e membro sia della Commissione per il controllo dei bilanci che della Delegazione alla Commissione parlamentare mista Ue-Bulgaria.

A POCHI GIORNI DAL VOTO DI BRUXELLES

Le parole dell’esponente molisano a pochi giorni dal voto a Bruxelles del rapporto redatto dalla Commissione “Beca” sullo Europe’s Beating Cancer Plan della Commissione europea.
“Il provvedimento che voteremo la settimana prossima – afferma Patriciello – non ha valore legislativo, ma rappresenta senza dubbio una road map importante che aiuterà la Commissione europea ad orientarsi nel percorso di aggiornamento delle due direttive: la Tobacco Products Directive (Tpd), sui limiti alla vendita e al merchandising dei prodotti legati al tabacco, e la Tobacco Ecxise Directive (Ted), sulla tassazione dei prodotti da fumo che saranno oggetto di revisione nel corso dell’anno”.
Patriciello, sempre attraverso le colonne di opinione.it, insiste
“La mortificazione del consumatore di nuove categorie costretto ad essere trattato alla stregua di un fumatore di sigarette non va nella direzione auspicata dalle Autorità EU di ridurre il numero dei fumatori in breve tempo. È necessario ribadire a tal riguardo che le sigarette tradizionali, contengono tabacco, mentre le sigarette elettroniche no e quindi queste ultime andrebbero regolate diversamente, anche perché in alcuni casi non contengono neppure la nicotina.

“DA ABBANDONARE PRECONCETTI SECONDO CUI SIGARETTA ELETTRONICA DANNOSA COME TABACCO”

Vanno abbandonati i preconcetti che vedono le sigarette elettroniche sullo stesso piano di dannosità, adottando invece un approccio basato sulle evidenze scientifiche, oggi rimarcate da autorevoli scienziati, che dimostrano il potenziale, in termini di riduzione del danno da fumo, delle sigarette elettroniche. Per tale ragione imporre analoghi divieti credo rappresenti un messaggio fuorviante. Certo è chiaro che la ricerca scientifica non deve mai arrestarsi su questo tema ma le autorità nazionali ed europee dovrebbero prendere in considerazione i dati disponibili ad oggi per considerare una legislazione che tenga conto delle caratteristiche peculiari di tali prodotti”.
Una normativa stringente in capo al vaping, in ambito europeo, sarebbe quindi un azzardo, da un punto di vista della tutela della pubblica salute, senza dimenticare il risvolto economico.
Come osserva Patriciello, infatti, “il nostro Paese, che è stato protagonista negli ultimi anni della produzione di tabacco tanto tradizionale che destinata ai dispositivi senza combustione, rischierebbe di perdere investimenti e posti di lavoro con una probabile delocalizzazione delle aziende che ora stanno investendo da noi negli Usa, in India, oppure in Cina, con una perdita rilevante in termini sia di Pil, sia di occupazione”.
Danno e beffa, a chi conviene?