Passo indietro del Governo: rivenditori sigarette elettroniche possono riaprire

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Dietrofront. Riabilitati i punti vendita di sigarette elettroniche ed i relativi liquidi. Gli esercizi in questione, quindi, potranno riaprire i battenti. Come da prime interpretazioni del decreto Presidenza del Consiglio dei Ministri della giornata dell’11 Marzo – quello che aveva previsto forti restrizioni in chiave di contrasto al Coronavirus – infatti, si era potuto dedurre come avrebbero potuto continuare a restare operativi solo i Tabacchi.

Una sensazione che, poi, era stata confortata da tanto di nota ufficiale della Agenzia Dogane e Monopoli. Ora, però, l’indicazione che va in direzione nettamente contraria da parte di Palazzo Chigi che ha manifestato il nuovo e chiaro indirizzo sotto forma di una risposta, data nella sezione Faq, ad un utente che chiedeva, appunto, delucidazioni rispetto alla sua posizione di rivenditore di sigarette elettroniche. Che, al pari di centinaia di colleghi sparsi sul territorio nazionale, si era ritrovato a dover restare con le serrande calate giù. Di seguito il testo della risposta fornita e raggiungibile sul sito internet della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Le rivendite di sigarette elettroniche e prodotti liquidi da inalazione rientrano tra le categorie di esercizi esclusi dall’obbligo di sospensione e/o chiusura rientrando nella definizione di vendita di prodotti per fumatori. La vendita è consentita sia se effettuata in tabaccherie ordinarie sia se effettuata in esercizi di vicinato diversi dalla tabaccherie, a condizione che si tratti di esercizi specializzati nella vendita esclusiva di sigarette elettroniche e prodotti liquidi da inalazione.

PROTESTE ERANO VENUTE DA BOVE E POLOSA

Da domani, quindi, gli imprenditori del settore potranno nuovamente alzare le saracinesche. O, quanto meno, avranno un argomento in più a loro favore nel mare di indicazioni e di ordinanze e di decreti che giungono in modo compulsivo e continuo, e spesso anche contradditorio, dai vari livelli istituzionali. Come si ricorda, forte disappunto era stato espresso, rispetto a quella che era una evidente discriminazione di trattamento tra operatori del tabacco e quelli delle e-cig, da categorie (si pensi ad Arcangelo Bove di Unas), operatori e professionisti quali Riccardo Polosa.

Ci si augura che sia la parola fine e che non si assista ad ulteriori dietrofront e contro-dietrofront. Che poco gioverebbero alla credibilità del sistema nella sua complessità.