Pacifici: pacchetti small e tasse per frenare il tabacco

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Due provvedimenti su tutti: aumentare la tassazione sul tabacco, che l’Organizzazione mondiale della sanità ha già provato come metodo dissuasivo efficace; e togliere dal commercio, come ha suggerito l’Unione Europea, i pacchetti – troppo economici – da dieci”.

Così la Dirigente dell‘Istituto superiore di Sanità, Roberta Pacifici, nel contesto di apposita dichiarazione rilasciata a lumsanews.it. La testata ha interpellato il medico e funzionario al fine di avere una sua valutazione a 15 anni dalla entrata in vigore della legge Sirchia. Con i dati che dicono come da quel momento il numero dei fumatori in Italia sia calato nell’ordine di circa un milione di unità attestandosi approssimativamente al 22% della popolazione. Tuttavia, permane ancora mediamente alta la cifra dei giovani ancora aficionados delle classiche.

Pressione fiscale da elevare sul settore, si diceva e abolizione dei pacchetti formato small quali alcuni degli ingredienti indicati, in chiave di antitabagismo, dalla Pacifici che, sempre a lumsanews, ha rilasciato riflessioni anche con riguardo alle alternative al fumo.

“Il tabacco trinciato è dannoso, e innalzerei il prezzo anche su quello. Per la sigaretta elettronica il discorso è persino più complesso, perché è ancora più una questione di percezione distorta. Mi spiego: ha un design accattivante, ‘giovanile’, sembra ‘alla moda’ e ha tanti sponsor soprattutto fra i ragazzi. Così, finiamo col credere che sia poco o per niente nociva, ma – anche qui – erroneamente”.

IL RUOLO DELLA COMUNICAZIONE

L’esperta insiste anche sul significato e sul ruolo della comunicazione
“I media veicolano da sempre valori positivi – così la stessa – come forza, bellezza e fascino, associati alle sigarette, senza contare i tanti sponsor importanti e popolari del tabacco, che ora sono arrivati persino sui social. I grandi gruppi del tabagismo hanno trovato il modo di parlare ai ragazzi, si sono sintonizzati sui loro canali e così li invogliano a fumare.

Noi, con le nostre campagne, evidentemente non riusciamo ancora a fare il contrario. Dobbiamo trovare il punto di contatto col mondo degli adolescenti, per metterli in guardia davvero nei confronti del pericolo del tabacco. Utilizzare lo stesso linguaggio dei giovani, magari sui social – ha concluso la Pacifici – dando voce ai volti a cui i ragazzi danno autorevolezza».