O’Reilly (Bat): sui benefici delle sigarette elettroniche scarsa informazione

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Bisogna lavorare sull’informazione.
Sulla buona informazione per far comprendere alle persone quanto sia importante il beneficio legato al vaping.
Lo sostiene David O’Reilly, Direttore della ricerca scientifica di British American Tobacco.
Come sostiene il ricercatore, in particolare, è aumentata, nell’ultimo decennio, una errata e distorta percezione della sigaretta elettronica presso una importante fetta di consumatori sia in Europa sia negli Stati Uniti d’America.
Secondo un crescente convincimento, infatti, la sigaretta elettronica viene vista dannosa come le sigarette tradizionali se non, addirittura, più nociva.

“EVIDENZE SCIENTIFICHE CHIARE”

Questo pensiero, ovviamente infondato, si è sviluppato, come immaginabile, a causa delle campagne denigratorie che sono state poste in essere e che hanno visto come protagonisti anche soggetti importanti tanto delle Istituzioni tanto del mondo scientifico.
E che, una volta propagatesi nei “mari” dei social e dei media, hanno finito per avere un effetto dirompente sull’opinione pubblica.
L’evidenza scientifica è chiara – spiega O’Reilly – le sigarette elettroniche sono in modo schiacciante meno dannose di quelle tradizionali. Ma le percezioni errate dei consumatori rimangono. In Inghilterra e negli Stati Uniti, ad esempio – prosegue l’alto esponente Bat – solo un adulto su tre è a conoscenza dell’esistenza di prove scientifiche disponibili, anche da parte delle principali Autorità sanitarie pubbliche, a sostegno della conclusione che lo svapo è meno dannoso del fumo.
La realtà è che molte importanti Autorità sanitarie pubbliche hanno riferito che lo svapo è meno dannoso del fumo e che questo potenziale di riduzione del danno potrebbe essere massimizzato se, ovviamente, i fumatori passassero esclusivamente all’uso di prodotti a vapore”.

SERVE UNA CONTRO-DISINFORMAZIONE

Il problema rappresentato dal Direttore della ricerca di Bat è assolutamente centrale.
Nonostante qualche “ricerca” prezzolata si ostini ancora ad affermare il contrario, infatti, il discorso scientifico, in base alle attuali conoscenze, pare essere univoco rispetto al minor danno della e-cig rispetto al tabacco combusto.
La partita, ora, si gioca tutta nel far entrare questo “concept” nella consapevolezza del cittadino medio, compito ancora arduo se sono le massime Istituzioni a perseverare nel produrre ancora disinformazione.