Oregon, Montana: in Usa folli divieti no-svapo

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Oregon e Montana. Ma anche Los Angeles. Negli Usa piovono di divieti in fatto di sigaretta elettronica. Divieti che dimostrano come altissimi rappresentanti istituzionali siano totalmente fuori pista nella gestione della questione svapo. Ma esaminiamo il dettaglio.

In Oregon il disco rosso scatterà il 22 Ottobre, per quattro mesi, fino al 19 Febbraio, e consisterà nella vendita di prodotti aromatizzati.

“Tenendo i prodotti potenzialmente non sicuri lontano dagli scaffali dei negozi e dalle mani dei bambini e dei giovani dell’Oregon – così il Governatore Brown – impediamo di esporre più persone a composti chimici potenzialmente pericolosi e aiutiamo a ridurre le possibilità di ulteriori tragedie per qualsiasi altra famiglia dell’Oregon”. Quindi l’accorato appello. “Fino a quando non sapremo di più su ciò che sta causando questa malattia , per favore, non svapare”.

Quindi li gran finale “Incoraggia i tuoi amici e familiari a smettere immediatamente di svapare. Parla ai tuoi figli dei pericoli dello svapo. I rischi sono troppo alti”.

Divieti dello stesso contenuto anche nel Montana. E, anche in questo caso, dichiarazione-appello del Governatore.

GOVERNATORI STRAPPALACRIME “PROTEGGIAMO I NOSTRI FIGLI”

“I giovani montaniani – così Bullock – usano sigarette elettroniche a un ritmo allarmante. Oggi scelgo l’azione“. “Proteggere la salute, la sicurezza e il benessere di tutti i montanani, in particolare dei nostri figli – ancora il Governatore – è una delle mie massime priorità. Non possiamo riposare finché non facciamo tutto il possibile per mantenere i nostri figli sicuro“. Simili restrizioni, ove più ove meno, a Washington, New York, Michigan e Rhode Island. Ed, ancora, nel Massachusetts e nello Utah.

In California, invece, è in essere non un divieto ma, piuttosto, una campagna di sensibilizzazione. Anti-svapo, ovviamente. Tutto questo denota la assoluta insensatezza di questi divieti. Dal momento che i “colpevoli” accertati di morti e ricoveri sono stati gli oli di cannabis ed altri liquidi illegali reperiti sul mercato clandestino, che senso ha imporre restrizioni entro i circuiti legali dove sono in vendita prodotti sicuri e certificati? Mistero.

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