“Oms, politiche anti vaping per interessi economici”

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Un durissimo e meritato attacco quello che viene mosso all’Organizzazione mondiale della Sanità da Nancy Loucas, Coordinatrice esecutiva di Caphra e Direttrice di Avca (Aotearoa Vapers Community Advocacy).
Senza mezzi termini, senza filtri di sorta, l’esponente le ha “cantate”, come si suol dire, all’indirizzo dell’Organizzazione mondiale della Sanità per le discutibilissimi politiche di contrasto al fumo ad oggi adottate ed alla luce dell’altrettanto discutibile atteggiamento assunto rispetto al cosmo della sigaretto elettronica.
“L’Oms – fa presente la medesima – è diventata famosa per essere diventata aggressivamente anti-vaping e ciò nonostante tutti i dati scientifici disponibili che sono a favore dell’uso della sigaretta elettronica quale strumento per la riduzione del danno da tabacco”.
Questa posizione dell’Organizzazione mondiale della Sanità non sarebbe assolutamente casuale, afferma ancora la Loucas, ma strettamente legata ad interessi ed importanti
motivazioni di ordine economico.

L’OMBRA DI BLOOMBERG E GATE FOUNDATION

“Gli interessi dell’Oms hanno compromesso le informazioni divulgate alle Comunità nel solo ed unico scopo di “servire” e favorire gli interessi politici e finanziari di Bloomberg Philanthropies e della Gates Foundation, che forniscono quasi la metà di tutti i finanziamenti che entrano nelle casse dell’Organizzazione mondiale Sanità”.
La massima organizzazione mondiale in fatto di tutela della salute e di politiche sanitarie sarebbe, quindi, come denuncia la Loucas, fortemente condizionata dal rapporto con Bloomberg e Gates Foundation, tanto da distorcere, di fatto, le “comunicazioni” da fornire alle popolazioni.
“L’Organizzazione mondiale Sanità sta mentendo – ha concluso l’attivista – per proteggere i propri interessi finanziari e mantenere un sereno rapporto con i propri donatori privati.
L’Oms non è obiettiva.
Non è concentrata, in modo sincero, sul proprio mandato al fine di promuovere la salute delle persone ed il loro diritto ad avere accesso ad informazioni che consentano alle persone di porre in essere scelte che siano consapevoli rispetto a quello che è il bene più grande, ovvero la salute”