Olio di cannabis, ancora arresti in Usa

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arresti usa svapomagazine
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Piovono gli arresti negli Usa. Polizia a caccia di trafficanti di “Thc”, ovvero il liquido che, inserito nelle e-cig, ha causato morti e ricoveri in vari Stati “stars and stripes”. Thc, che, come ben sanno gli addetti ai lavori, non è fatto per essere svapato. A dirla breve, si tratta di un nuovo modo studiato per “sballarsi”: non si dimentichi, infatti, che il Thc altro non è che l’olio di cannabis. Ovvero droga. Leggera, si. Ma sempre droga che qualche pazzo si è inventato da inalare attraverso la sigaretta elettronica.

Facile da preparare in casa, poco costoso, “divertimento” assicurato: l’olio di cannabis è divenuto, quindi, il nuovo “trend” Usa per concedersi un divertimento alternativo. E, probabilmente, il gioco ha funzionato anche per un po’. Poi qualcosa è andato male. Sarà stata una combinazione di elementi sbilanciata, sarà stato qualche additivo aggiunto in modo troppo spregiudicato. Fatto sta che la frittata della polmonite chimica è stata fatta; con la particolare circostanza divenuta, poi, propizia per diffamare l’innocente mercato dello svapo. Il caso dell’epidemia, però, ha acceso l’attenzione della Polizia Usa che, lo scorso 16 Ottobre, ha acciuffato nel New Jersey una banda di trafficanti di Thc: nella loro base vi erano 6.000 cartucce di olio di cannabis per un valore di mezzo milione di dollari. Un’operazione che si somma a quella di poco precedente che aveva portato al sequestro di 10.000 cartucce ed all’arresto dei relativi spacciatori.

Un’onesta informazione, quindi, avrebbe lasciato il problema confinato in quella che è la sua dimensione: ovvero, mercato illegale, prodotti illegali, roba da spacciatori. E, invece, qualcuno ha voluto confondere la sostanza con lo strumento usato per assumerla. Criminalizzando la sigaretta elettronica che è solo il veicolo usato da questa banda di pazzi per “farsi” di Thc. E’ come se si criminalizzasse una banconota perchè qualcuno la usa per pippare cocaina. Stessa, uguale e medesima cosa.

LA DISINFORMAZIONE FA RISALIRE IL MERCATO DELLE “CLASSICHE”

Intanto, però, la campagna di demonizzazione dello svapo ha prodotto i suoi malati frutti. Ovvero, sono tornati a risalire i fumatori. Un’inversione di tendenza che non si registrava da anni e che è stata colta facendo caos e disinformando l’opinione pubblica – potrebbe dirsi terrorizzandola – con una campagna artatamente imprecisa. Ebbene, nel mese di settembre il calo del mercato Usa delle “bionde” ha frenato passando da una perdita tonda del 7%, osservata nei tre mesi precedenti, ad una più moderata del 6,2. Con il mercato delle e-cig che, parimenti, ha rallentato, passando da un trend del +50% ad un +25%.

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