Ohms do Vapor, nuovo “socio” per la World Vapers Alliance

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Il fronte degli anti-svapo si allarga anche in Europa.
Una nuova sigla, infatti, entra a far parte della World Vapers Alliance, cartello che, su scala internazionale, unisce singoli ed associazioni nell’ottica di sensibilizzare sulla validità dello svapo quale strumento di smoking cessation.
Arriva dal Vecchio Continente il nuovo “soldato”.
Ohms do Vapor, in particolare, la denominazione di un gruppo di vapers portoghesi, “indipendenti dall’industria del tabacco o farmaceutica”.
Un gruppo che sostiene lo svapo, in perfetta sintonia con le logiche del minor danno, a pro degli ex fumatori adulti, “in modo responsabile e sostenibile”.
Il nostro slogan – commentano dal sodalizio lusitano – è ‘L’informazione vuole essere libera’, libera da interessi politici e finanziari e disponibile a tutti.
Crediamo che questo approccio dovrebbe essere applicato allo svapo
“.
Prima di entrare a far parte della World Vaper Alliance, quale organizzazione partner, molti membri attivisti di “Ohms do Vapor” si erano diplomati alla WVA Academy, iniziativa lanciata nella primavera del 2020.
È importante evidenziare il ruolo che la WVA Academy – commentano al riguardo – ha svolto nella nostra decisione, incoraggiando l’attivismo, discutendo le questioni globali dello svapo e spiegando i processi legislativi e politici che determineranno il futuro dello svapo in tutto il mondo.
Con le nostre competenze e la World Vapers Alliance
– concludono – come partner, possiamo fornire maggiori e migliori informazioni, si spera che si inneschi lo stesso spirito di advocacy nei nostri follower e compagni vapers”.
Fare rete, fare squadra in un’ottica che superi la visione dei singoli Stati.
Bene, quindi, iniziative ampie come quella data dalla WVA perchè il tema delle alternative al fumo – e delle resistenze ancora troppo vive nei confronti del vaping – è questione che va ben al di la del confine di questo o di quell’altro Paese.
Quella della sigaretta elettronica è una tematica internazionale perchè di dimensione internazionale è il problema fumo e perchè nessuna realtà statale si può dire estranea ad una emergenza sanitaria che macina decessi senza distinguo di razze.
E’ una battaglia globale, senza bandiere