Numero verde antifumo, contatti in calo

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Una telefonata allunga la vita? Potrebbe, specie se dall’altro capo della cornetta vi sono i consulenti anti-fumo.
Bilancio annuale quello che giunge relativamente all’attività del Telefono verde contro il fumo, utenza che, raggiungibile allo 800554088, è stata attivata dall’Istituto superiore di Sanità al fine di fornire un primo supporto, un primo orientamento a quanti manifestassero la volontà di interrompere il personale rapporto con il fumo.
Nonchè a quanti desiderino “ricevere sostegno e aiuto, indicazioni rispetto alle attività dei Centri antifumo e informazioni di carattere sanitario e legislativo relativo ai prodotti del tabacco”.

Si tratta di un servizio che è operativo da, ormai, venti anni e che assicura assoluta riservatezza al beneficiario oltre ad essere totalmente gratuito.
Un numero che, per di più, come da Decreto del 25 Ottobre 2012 del Dicastero della Salute, è indicato, nel relativo riferimento, sui pacchetti di sigarette “ruotando”, ciclicamente, con altre informazioni quali quelle che rendono note le drammatiche conseguenze, a discapito dell’organismo, alla pratica del tabagismo.
Ebbene, proprio la reclama, a quanto pare, fornita proprio dalla impressione sui pacchetti di sigarette, avrebbe determinato un forte incremento nel ricorso alla particolare utenza. Passandosi dai 500 contatti quotidiani che l’utenza dedicata riceveva nel 2011 agli 11.352 di tutto il 2019.

IL PICCO DI TELEFONATE SI ERA AVUTO NEL 2018

Il picco, però, lo si era avuto nel 2018 allorquando le telefonate giunte erano state in numero di 13.158. Un calo non irrisorio, da un anno all’altro. I dati, tuttavia, sono stati, mediamente, sempre altalenanti.
I contatti nel 2014, infatti, si erano attestati a quota 5.415; per poi divenire 3600 nel 2015, 7767 nel 2016. Prima del grande boom del 2017 con cifre raddoppiate (15.263 telefonate). Durante l’anno appena trascorso, a relazionarsi principalmente con il numero dell’Istituto superiore di Sanità sono stati maggiormente gli uomini rispetto alle donne e, nel dettaglio, quelli di età compresa tra i 46 e i 55.

Che possa essere la voce di un esperto o un medico di base, tuttavia, il dato appare conclamato: per smettere di fumare, già nei primi “step”, l’apporto delle competenze del settore si rivela come determinante: se sui metodi vi è variabilità di vedute, circa un elemento vi è accordo praticamente univoco. Per quel che riguarda lo “smoking cessation”, il fai-da-te non paga