Norme anti-svapo in Australia “In 600.000 torneranno a fumare”

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“Vogliamo essere ottimisti e ritenere che, a causa delle restrizioni prossime ad essere introdotte in Australia, circa 600.000 svapatori ritorneranno a fumare”..
E meno male che si era ottimisti.
Così Alex Woodak e Colin Mendelsohn, tra i principali esperti australiani in fatto di riduzione di danno da fumo.
In Australia, infatti, la prossima settimana entrerà in vigore effettivamente, dopo un mese-cuscinetto, la norma che andrà ad introdurre forti restrizioni per quel che riguarda l’acquisizione di liquidi per sigaretta elettronica a base di nicotina.

FINO AD OGGI PER GLI ACQUISTI ON LINE NON OCCORREVA RICETTA

Sia chiaro, nella terra dei canguri è, praticamente da sempre, vietata la vendita di e-liquid a base di nicotina ma i vapers riuscivano comunque a cavarsela acquistando i prodotti all’estero attraverso i canali dell’on line.
Ora, invece, per acquistare presso siti web esteri (soprattutto neozelandesi) la merce in questione, bisognerà essere muniti di una certificazione medica che attesti che la sigaretta elettronica sia indispensabile per smettere di fumare.
Ma, attenzione: in tutto il Paese vi sono, come da elenco reso pubblico, appena diciassette medici abilitati a questo tipo di prescrizione e che questi la concedano è tutt’altro che scontato.
La sigaretta elettronica, infatti, un pò come avviene in Italia, è considerata, da parte degli Organismi sanitari di vertice, una sorta di soluzione di serie b.
O forse anche di serie c.

E C’E’ ANCHE IL RISCHIO CONTRABBANDO

Viene presa in considerazione, cioè, solo quando tutte le altre ipotesi hanno fallito.
In alternativa ai negozi on line esteri, ci si può sempre rivolgere alle farmacie del territorio ma sempre previa presentazione di ricetta medica e, quindi, vale il discorso di cui prima.
Attualmente – spiegano Woodak e Mendelsohn – solo un numero molto ristretto di persone che svapa fruisce di una prescrizione, come richiesta dalle attuali norme.
La maggior parte delle forniture di nicotina viene importata senza prescrizione medica o acquistata al mercato nero. E’ facilmente prevedibile come in tanti torneranno a fumare mentre altri si procureranno la merce tramite il contrabbando”